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Gioco d’azzardo, in Calabria spesi oltre 6 miliardi di euro. Boom dell’online, Vibo e Reggio tra le province più “attive” d’Italia

A San Luca la raccolta pro capite online supera i 7.600 euro, seguita da Tropea e Ricadi. L’allarme di Federconsumatori, Fondazione Isscon e Cgil

Pubblicato il: 10/06/2026 – 16:41
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Gioco d’azzardo, in Calabria spesi oltre 6 miliardi di euro. Boom dell’online, Vibo e Reggio tra le province più “attive” d’Italia

La Calabria, nel 2025, ha speso oltre 6 miliardi di euro per il gioco d’azzardo, al secondo posto tra quelle che hanno speso di più pro capite. È quanto emerge dalla IV Edizione del Libro Nero del Gioco d’azzardo, presentata da Federconsumatori, insieme a Fondazione ISSCON e CGIL, in cui si rilancia l’allarma sulla «crisi d’azzardo» che sta colpendo il paese: numeri in crescita che rilanciano il bisogno dell’applicazione del divieto di pubblicità, ma misure del Governo che – denuncia il report – «vanno con decisione nella direzione opposta».

In Italia spesi oltre 165 miliardi di euro

L’azzardo in Italia – si legge nel rapporto – cresce del 5% «raggiungendo la cifra record di 165,34 miliardi di euro» con perdite che si attestano a 21,88 miliardi. «Il peso delle perdite da azzardo, sul monte complessivo dei redditi degli italiani, è del 2%; facile ipotizzare che nella parte economicamente più debole del Paese superi il 4% medio». Se da una parte si assiste ad un lieve calo nell’azzardo fisico (-1,3%), dall’altra continua la crescita vertiginosa l’azzardo online che tocca la quota dei 100 miliardi, superando del 9,5% quella del 2024 e addirittura del 221% rispetto al 2018. Sono 4,8 milioni i giocatori online con il “motore” nelle regioni del Sud Campania, Sicilia e Calabria.

La Calabria tra le regioni che spende di più pro capite

Per quanto riguarda la Calabria, la cifra spesa nell’azzardo è oltre i 6 miliardi di euro (6.172.265.586,11), con la regione che scala le classifiche se consideriamo la spesa pro-capite, bel oltre la media nazionale, con 3.994,98 euro a testa. Nel solo gioco online, ogni residente in Campania, neonati compresi, “investe” 2.527 euro; seguono la Sicilia, con 2.472 euro, la Calabria con 2.436 euro e il Molise con 2.288 euro. Vibo Valentia e Reggio Calabria si attestano nella top 10 delle province che spendono di più online pro capite.

Il 61% arriva dal gioco online

Pe Reggio Calabria è la prima provincia per raccolta pro capite con 4.323,40 euro (decima in tutta Italia), seguita da Vibo Valentia con 4.096,79 euro e Crotone con 3.982,57. Poco distanti Cosenza con 3.794,00 euro e Catanzaro (3.778,12 euro). È il gioco online a farla da padrone, con il 61,44% delle spese relative all’azzardo in Calabria. Cambia leggermente la classifica per il solo gioco online. Per il 2025, Cosenza con 1.583.445.160,92 euro risulta la Provincia della regione con la maggiore raccolta di gioco online seguita da Reggio Calabria (1.296.423.501,29 €), Catanzaro (787.437.345,15 €), Crotone (401.764.919,10 €) e Vibo Valentia (383.198.071,35 €). In testa, per valore di gioco online pro capite nelle città capoluogo di Provincia: Crotone con 4.208,12 euro seguita da Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza, tutte oltre la media nazionale e delle regioni del Sud. Melito Porto Salvo (RC) si conferma fra i Comuni con la più alta media di gioco pro capite online con 5.919,91 euro seguito da Cirò Marina (KR), Crotone, Reggio Calabria e Rosarno oltre la soglia dei 4.000 euro pro capite.

Il ruolo delle mafie

Il valore della raccolta del gioco d’azzardo illegale in Italia è stimato in 39 miliardi di euro complessivo tra gioco fisico e online per un totale tra gioco legale e illegale, di 204 miliardi. Il gioco illegale online è invece stimato in 22 milardi di euro per un totale di 123 miliardi di euro tra gioco legale e illegale online. «Nella classifica dei primi 100 Comuni – fa notare il report – sono tanti quelli nei quali, negli ultimi decenni, sono stati disciolti i Consigli per infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso, assieme ai Comuni destinatari di immobili confiscati alla mafia». Per la Calabria si tratta di Cassano all’Ionio, Scalea, Rosarno, Crotone e Reggio Calabria.

Il gioco nei piccoli Comuni

Il Presidente della Fondazione ISSCON Marzio Govoni, in aggiunta ai dati regionali illustrati dalla Presidente di Federconsumatori Calabria Mimma Iannello, ha anticipato i dati del prossimo rapporto sul gioco online nei piccoli comuni (2.000-10.000 abitanti riguardanti la popolazione tra i 18-74 anni) che saranno pubblicati a luglio. Emerge nei nuovi dati del gioco, il valore della raccolta pro capite online con i 7.610 € di San Luca, i 6.866 € di Tropea, i 6.473 € di Ricadi, i 6.428 € di Stefanaconi, i 5.918 € di Melito Porto Salvo. «Dati complessivamente allarmanti che necessitano di essere indagati e approfonditi in ogni fattore e contrastati nelle dinamiche con cui si sviluppano con ogni iniziativa preventiva e nell’applicazione rigorosa e cogente di maglie di contrasto, controllo e vigilanza sul gioco».

Iannello: «Un fenomeno in progressivo aumento»

«Il IV° rapporto della Federconsumatori, assieme alla Fondazione Isscon e Cgil, mantiene acceso il faro sul fenomeno del gioco d’azzardo che ha raggiunto cifre gigantesche in Italia con ben oltre 165 miliardi di euro di raccolta nel 2025 con un +5% sul 2024, e di ben oltre circa 6 miliardi in Calabria tra gioco fisico e online». A dirlo è Mimma Iannello, presidente di Federconsumatori Calabria Aps. «La Calabria mantiene così, il 3° posto per volume della raccolta pro capite online e tutte le province collocate fra le prime 23 posizioni nazionali per volume di gioco. Un fenomeno in progressivo aumento, con tante sfumature da interpretare sui territori a maggiore concentrazione di gioco, nei comuni sciolti per infiltrazioni di ‘ndrangheta, per incidenza sociale e culturale di un fenomeno che distrugge le famiglie, attrae numeri sempre più elevati di giovani, crea dipendenze e fenomeni di usura e ingrassa la rete delle attività che vedono crescere a dismisura i propri profitti. Le scelte nazionali e regionali e la scarsa vigilanza locale, evidenziano quanto sia effimera l’effettiva e cogente volontà di contrastare un fenomeno che non solo impoverisce e dilapida patrimoni familiari ma che genera costi sociosanitari elevati per riparare alle patologie e alle macerie familiari che genera».

«Evidente il fallimento delle misure normative»

«Da qui la puntuale denuncia e la precisa richiesta di Federconsumatori, Isscon e CGIL di scelte di Governo capaci di contrastare concretamente il fenomeno, vietare la pubblicità del gioco, mettere in trasparenza ogni dato e giungere ad un Bilancio sociale sugli effetti complessivi del gioco in cui, ad oggi, i perdenti risultano essere lo Stato ed i cittadini. I dati nazionali e regionali, in qualsiasi versione si vogliano interpretare, rendono chiaro il fallimento delle misure che negli ultimi anni hanno di fatto allentato la normative nelle maglie di controllo e vigilanza sul gioco. Non si può nutrire la dipendenza del gioco liberalizzando attività e orari e poi assolvere la coscienza con programmi per riparare ai danni da dipendenza patologica o con occasionali eventi informativi nelle scuole. Serve molto di più per sconfiggere il gioco d’azzardo e gli interessi illeciti che muovono attorno a partire a quelli della ’ndrangheta così come svelano molte inchieste della Magistratura. Federconsumatori, ad ogni livello, manterrò alto il livello di impegno, analisi e denuncia del fenomeno che molte volte si traduce in richiesta di assistenza per casi disperati di sovraindebitamento delle famiglie». (redazione@corrierecal.it)

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