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il documento

Trauma maggiore, ecco la nuova rete regionale: soccorsi più coordinati e cure integrate

Definito il modello organizzativo che coordina soccorso, ospedali e riabilitazione. In attesa del Centro di Alta Specializzazione, il perno sono i Centri Traumi di Zona

Pubblicato il: 28/07/2026 – 16:33
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CATANZARO Garantire un percorso assistenziale uniforme, tempestivo e coordinato, accompagnando il paziente dalla fase del soccorso fino alla riabilitazione e al recupero sul territorio. E’ questo l’obiettivo dell’aggiornamento della “Rete Trauma” deliberato dalla Giunta regionale nella sua ultima seduta. La delibera, con tanto di allegato relativo al “Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale” (Pdta), definisce il nuovo modello organizzativo della “Rete Trauma”, il sistema che coordina la presa in carico dei pazienti con “trauma maggiore”, ovvero coloro che riportano lesioni gravi e potenzialmente letali.

Il documento

In particolare il documento di “Rete Trauma” definisce il modello organizzativo di riferimento con il quale vengono affrontate le patologie traumatiche in regione Calabria per le diverse fasi: quella “pre-ospedaliera”, caratterizzata dalla richiesta di soccorso, dall’invio del mezzo più appropriato, dal soccorso, dalla stabilizzazione dei parametri vitali, dall’immediata individuazione del centro di riferimento più adeguato in base alle condizioni cliniche del paziente e dal relativo trasporto; quella “ospedaliera acuta”, mirata alla diagnosi e al trattamento della patologia secondo gli standard qualitativi più avanzati; , quella “ospedaliera post-acuta”, principalmente orientata a garantire il trattamento riabilitativo intensivo;  e quella “post-ospedaliera”, deputata ad assicurare il trattamento riabilitativo estensivo e a medio e lungo termine. Il documento individua le strutture ospedaliere coinvolte nei percorsi di cura dei pazienti, definisce il loro ruolo, il livello tecnologico e organizzativo che le stesse devono assicurare e fornisce le indicazioni generali da adottare nella definizione degli idonei percorsi diagnostico terapeutici ed assistenziali.

Il percorso

La nuova rete disciplina tutte le fasi dell’assistenza. Il percorso prende avvio con l’intervento del 118 e dell’elisoccorso, che provvedono al trasporto del paziente verso la struttura più idonea in base alla gravità delle lesioni, prosegue con il trattamento ospedaliero e si conclude con la riabilitazione intensiva e il successivo percorso di recupero. In generale, il sistema prevede questa strutturazione: Centro Traumi di Alta Specializzazione (Cts), Centro traumi di zona (Ctz), che Si colloca in una struttura sede di Dea (I o II livello) e garantisce H24, il trattamento in modo definitivo di tutte le lesioni tranne quelle connesse con tutte o alcune alte specialità, in modalità H24, e infine Presidio di Pronto soccorso per traumi (Pst), che si colloca in un ospedale con Pronto soccorso generale e garantisce il trattamento immediato anche chirurgico delle lesioni con instabilità emodinamica e/o respiratoria prima di un eventuale trasferimento ad una struttura di livello superiore. Il modello organizzativo adottato – spiega il documento della Regione – è quello Hub & Spoke, che concentra i casi più complessi nei centri dotati delle maggiori competenze specialistiche, favorendo al tempo stesso una distribuzione capillare dell’assistenza sul territorio. Attualmente – si legge ancora – in Calabria non è ancora operativo il Centro Traumi di Alta Specializzazione (Cts): «Con il Dca 78/2024 – si evidenzia – è stata programmata l’istituzione del Cts dedicato alla gestione del trauma maggiore di pazienti con problemi poli distrettuali o che necessitino di alte specialità. Il Trauma Center, unico regionale, potrà essere allocato in posizione baricentrica regionale, a Lamezia Terme, tenendo conto anche del potenziamento e degli investimenti». Il Cts «nella sua organizzazione funzionale – prosegue il documento – potrà avvalersi delle strutture afferenti al Dea di II livello dell’Aou Renato Dulbecco, con particolare riferimento alle alte specialità, a garanzia degli standard previsti dal Dm 70/2015». Inoltre, «sono stati già individuati tre Ctz allocati nei tre Dea Hub: l’Aou “Renato Dulbecco” di Catanzaro, l’Azienda ospedaliera di Cosenza e il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria: questi soddisfano il requisito di DEA II livello e garantiscono una buona copertura del territorio». A questi si affiancano altri otto Ctz presenti nei Dea di I livello, distribuiti sul territorio regionale (sono Castrovillari, Corigliano Rossano, Paola Cetraro, Lamezia Terme, Crotone e Vibo Valentia infine Polistena e Locri), mentre completano il sistema i Pronto Soccorso Trauma (Pst), incaricati della stabilizzazione dei pazienti e dell’eventuale trasferimento verso strutture di livello superiore quando necessario (si tratta dei Pst di Praia a Mare, Soverato, Gioia Tauro e Melito Porto Salvo e i Pst degli ospedali di zona disagiata San Giovanni in Fiore, Cariati, Trebisacce, Acri,  Soveria Mannelli, Serra San Bruno) .Particolare attenzione è riservata anche al rafforzamento del coordinamento tra ospedali, Centrale Operativa 118 ed elisoccorso. Il documento della Regione prevede infatti l’adozione di protocolli condivisi per i trasferimenti, l’utilizzo di sistemi di teleconsulto, la trasmissione delle immagini diagnostiche e il monitoraggio in tempo reale della disponibilità dei posti letto, soprattutto nelle terapie intensive, con l’obiettivo di rendere più rapidi ed efficienti i percorsi di cura. Tra gli obiettivi della nuova Rete Trauma rientrano inoltre la standardizzazione dei percorsi clinici, il potenziamento della telemedicina e una formazione omogenea degli operatori sanitari. L’intento è assicurare ai pazienti traumatizzati un’assistenza rapida, coordinata e di elevata qualità in ogni area della Calabria, garantendo continuità delle cure e una gestione uniforme delle emergenze più gravi. (c. a.)

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