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AMMINISTRATIVE NEL MIRINO

Accelerazioni e frenate. Lotte di posizione e schermaglie. A Catanzaro è già febbre elettorale

Nel centrosinistra si concretizza sempre di più la ricandidatura di Fiorita. Pitaro già in pista. Nel centrodestra movimenti sotterranei e qualche ansia per il “fattore Vannacci”

Pubblicato il: 13/06/2026 – 14:04
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Accelerazioni e frenate. Lotte di posizione e schermaglie. A Catanzaro è già febbre elettorale

CATANZARO Accelerazioni e frenate. Fiammate e docce fredde. La politica a Catanzaro si dipana tra questi estremi. Un dato sembra certo, a leggere alcuni segnali e alcuni fatti che si sono verificati negli ultimi giorni: è già febbre elettorale nel capoluogo calabrese. Certo, si vota nel 2027 e, chiaramente, quello che oggi può sembrare una certezza già a distanza di nemmeno 24 ore può dissolversi, ma i fronti sono già caldi e gli scenari, per quanto flebili, si materializzano in continuazione. La “fotografia” dello “status quo” consegna comunque un quadro fluido e un orizzonte più o meno immediato fatto di sfide importanti, perché comunque c’è una consiliatura in corso e ci sono sui tavoli della politica catanzarese dossier di non poco conto, alcuni destinati a condizionare fortemente il futuro di Catanzaro, come il tema della localizzazione del nuovo ospedale. Dall’esito di questi dossier potrebbero derivare anche i destini degli aspiranti candidati sindaco. Che al momento abbondano, francamente, almeno sulla carta, con dinamiche che attraversano trasversalmente gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra, al punto che, secondo molti analisti, alla fine, se non si trova la quadra nei partiti e nelle coalizioni — che a Catanzaro, patria del trasversalismo, sono molto “friabili”, va ricordato — la corsa per la guida del Comune l’anno prossimo potrebbe vedere ai nastri di partenza anche quattro o cinque pretendenti. Un approdo che al momento appartiene alla fantapolitica, ma Catanzaro in passato è stata spesso un laboratorio inedito in questo senso.

Il centrosinistra

Intanto, i segnali che nel centrosinistra parlano di un sindaco, Nicola Fiorita, che avrebbe fatto più di un passo in avanti rispetto all’ipotesi di una sua ricandidatura. A chi gli ha chiesto conto, negli ultimi tempi Fiorita ha detto che, a certe condizioni, la ricandidatura potrebbe starci tutta, ed è anche normale che un sindaco in carica voglia rimettersi di nuovo al giudizio degli elettori. Fiorita in più occasioni avrebbe sostenuto che quanto messo in campo in questi quattro anni, fatti di tanti bassi e qualche “alto”, richiederebbe almeno dieci anni per concretizzarsi. In più, diversi analisti avrebbero notato negli ultimi tempi una maggiore sincronia e sintonia tra Fiorita e il Pd, almeno la parte maggioritaria del Pd, su alcuni temi dirimenti come, ad esempio, la localizzazione del futuro nuovo ospedale di Catanzaro. Ferma restando la difesa a spada tratta del ruolo del “Pugliese”, Fiorita si sarebbe — forse per la prima volta — espresso chiaramente per l’opzione Germaneto che è da tempo quella sostenuta dai democratici. Nel campo progressista, però, c’è già chi si è ritagliato uno spazio molto consistente: Francesco Pitaro, anche lui storicamente in orbita Pd ma già lanciato sulla scena con un profilo civico che starebbe aggregando diverse componenti cittadine, molte delle quali slegate dall’appartenenza politica e partitica. Da notare che Pitaro, comunque ben visto anche in molti ambienti democratici, in città è stato super votato alle ultime Regionali, nelle quali ha corso nella lista satellite del Pd.

Il centrodestra

Insomma, nel centrosinistra il quadro è ancora disorganico. Ma il centrodestra non è da meno. Qui si lavora e si ragiona molto sottotraccia, ma la guerra di posizione tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia è già iniziata, legata però anche alla presidenza della Provincia e alle future Politiche. I nomi dei “papabili” sindaci che circolano sono già ampiamente noti, dalla leader meloniana Wanda Ferro (e non è un semplice suggestione) al vicepresidente della Regione Filippo Mancuso della Lega, ma i big sono ancora indecifrabili. Sul piano teorico la casella Catanzaro dovrebbe spettare alla Lega, ma non c’è un “nero su bianco” e poi la Lega di oggi non è quella forte di ieri e domani potrebbe essere ancora più debole. Fratelli d’Italia ha già rivendicato la candidatura a sindaco, salva ovviamente la disponibilità a ragionare su nomi altrui purché credibili e spendibili. Intanto FdI, che comunque punta anche alla presidenza della Provincia, tiene in serbo la carta Aldo Ferrara, presidente di Unindustria. Poi c’è il capitolo Forza Italia, che sta alla finestra ma che è pronta a calare sul tavolo l’asso nella manica, l’eterno Sergio Abramo, che peraltro potrebbe anche decidere di candidarsi in ogni caso, anche se la scelta non dovesse spettare a Forza Italia. Insomma, il centrodestra è un campo ancora un po’ minato, e lo è ancora di più — spiegano gli osservatori — dopo l’annuncio dell’adesione a Futuro Nazionale di Vannacci da parte di Mimmo Tallini. Un annuncio che ha già creato qualche scompiglio, visto lo spessore e l’abilità politica e l’esperienza di Tallini, in passato il vero federatore del centrodestra a Catanzaro e oggi anima critica di una coalizione che, in effetti, soffre per la mancanza di un “collante”. La domanda che tanti analisti – e soprattutto tanti nel centrodestra – si pongono è questa: Tallini, con il simbolo vannacciano, siederà al tavolo delle trattative per la scelta del candidato sindaco? Ovviamente si tratterà di capire quali evoluzioni ci saranno a livello romano. (a. cant.)

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