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Controlli sulle spiagge a Ricadi: tre gestori denunciati per occupazione abusiva del demanio marittimo

L’attività rientra nei servizi di controllo e alla verifica del rispetto della normativa che disciplina l’utilizzo delle aree costiere e delle concessioni demaniali

Pubblicato il: 13/06/2026 – 19:30
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Controlli sulle spiagge a Ricadi: tre gestori denunciati per occupazione abusiva del demanio marittimo

VIBO VALENTIA Proseguono i controlli sul litorale vibonese in vista della stagione estiva. Nella giornata del 10 giugno 2026, a Ricadi, in località Grotticelle, i carabinieri della Stazione di Spilinga, con il supporto della capitaneria di Porto di Tropea e della polizia locale di Ricadi, hanno effettuato una serie di verifiche presso alcune strutture turistico-balneari. Al termine degli accertamenti, tre titolari di stabilimenti sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia perché ritenuti responsabili, allo stato delle indagini, di occupazione abusiva di aree appartenenti al demanio marittimo. Nel corso dell’operazione è stato inoltre disposto il sequestro di diverse attrezzature balneari. L’attività rientra nei servizi di controllo finalizzati alla tutela del demanio marittimo e alla verifica del rispetto della normativa che disciplina l’utilizzo delle aree costiere e delle concessioni demaniali. Resta fermo che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, nei confronti degli indagati, opera il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. Quello del controllo delle attività balneari rappresenta un settore di particolare interesse operativo per l’Arma dei carabinieri, poiché coinvolge profili legati alla tutela dei lavoratori, alla salvaguardia dell’ambiente e ai controlli in materia di sicurezza alimentare e antisofisticazione. Le verifiche assumono inoltre rilievo anche sotto il profilo della prevenzione antimafia. Come emerso da diverse attività investigative, infatti, il comparto balneare può rappresentare un ambito di interesse per le consorterie mafiose, che talvolta, anche attraverso prestanome e in violazione della normativa prevista dal Codice antimafia, riescono ad acquisire la gestione di beni pubblici traendone profitto. Proprio in questa direzione si sta muovendo il comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia, che da alcuni mesi ha avviato una ricognizione dei titoli concessori e dei relativi iter amministrativi, affiancando alle attività di natura penale anche iniziative di prevenzione amministrativa, con specifiche segnalazioni indirizzate alla Prefettura.

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