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l’indagine

Amianto non bonificato a Cotronei, indagati il sindaco Ammirati e il suo predecessore Belcastro

Tra le persone colpite dal provvedimento anche il legale rappresentante della società proprietaria dell’area

Pubblicato il: 01/08/2026 – 11:50
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COTRONEI Il sindaco in carica di Cotronei ed attuale presidente della Provincia di Crotone, Antonio Ammirati, e il suo predecessore, l’ex primo cittadino Nicola Belcastro, sono indagati dalla Procura della Repubblica per una mancata bonifica di amianto. I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini, firmato dal pm Umberto Iurlaro, ipotizzando per i due il reato di omissione di atti d’ufficio. Al centro dell’inchiesta vi è la mancata esecuzione dei provvedimenti di ripristino ambientale in un’area contaminata da amianto. Secondo il quadro accusatorio ricostruito dalla Procura guidata da Domenico Guarascio, i due esponenti politici non avrebbero dato seguito alle procedure d’urgenza previste a tutela della salute e dell’igiene pubblica, omettendo di far rispettare specifiche ordinanze sindacali emesse nel 2015 e nel 2020. Le presunte mancanze riguardano le rispettive finestre temporali di mandato: fino all’ottobre del 2021 per la giunta Belcastro, dall’ottobre 2021 in poi per l’amministrazione Ammirati. L’indagine coinvolge anche una terza persona, Gennaro Sorgente, legale rappresentante della società “Agri Fung”, proprietaria del terreno di 12.000 metri quadrati situato a ridosso del centro abitato. L’uomo deve rispondere di reato ambientale continuato per l’abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi, oltre alla mancata ottemperanza a due ordinanze comunali emanate per la rimozione e il corretto smaltimento dei materiali. All’interno del sito, secondo i rilievi eseguiti dai carabinieri, giacevano incontrollati, ed esposti all’usura degli agenti atmosferici, sette bancali di lastre in eternit e cinque sacchi industriali colmi di frammenti di materiale tossico. Questa prolungata esposizione agli agenti atmosferici, secondo la Procura, avrebbe generato un rischio concreto di dispersione di fibre pericolose nel suolo, nell’aria e nell’acqua, arrivando a minacciare anche il perimetro della vicina Zona di Protezione Speciale “Marchesato e Fiume Neto”. Le posizioni di tutti gli indagati, che nei prossimi giorni avranno la facoltà di depositare memorie difensive, saranno vagliate con attenzione nelle successive fasi del procedimento penale. Le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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