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Ispirazioni

Quattro opere simbolo del MarRc protagoniste ad Atene in una mostra sull’arte greca

Il MArRC accoglierà, da ottobre a dicembre 2026, la seconda tappa del progetto espositivo, riportando a Reggio questi capolavori

Pubblicato il: 16/06/2026 – 11:17
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Quattro opere simbolo del MarRc protagoniste ad Atene in una mostra sull’arte greca

REGGIO CALABRIA Quattro opere simbolo del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la Testa del Filosofo e la Testa di Basilea dal relitto di Porticello, il Kouros di Reggio Calabria e la Testa dell’Acrolito di Apollo Aleo, saranno esposte fino al 30 agosto in “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”, una delle più importanti mostre internazionali del 2026 all’Acropoli di Atene, inaugurata ieri. Il progetto espositivo è nato nell’ambito della collaborazione istituzionale tra i Ministeri della Cultura di Italia e Grecia, ed è stato elaborato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, sotto la direzione di Alfonsina Russo, in collaborazione con il Museo dell’Acropoli, guidato da Nikolaos Stampolidis. Il MArRC accoglierà, da ottobre a dicembre 2026, la seconda tappa del progetto espositivo, riportando a Reggio Calabria questi capolavori insieme a reperti archeologici unici testimonianze dell’arte greca, tra cui la Coppa di Nestore, il Cratere di Eufronio, il Trono Ludovisi e la Fanciulla di Anzio. «Questa mostra – ha detto il ministro Giuli all’inaugurazione – non si fermerà qui, e questo è un altro motivo di felicità perché esattamente come la cultura greca viaggerà, andrà a Reggio Calabria, che non a caso è stata una delle prime colonie della Magna Grecia, ed è il simbolo itinerante di questa millenaria comunanza tra civiltà». «La presenza delle nostre opere ad Atene e il loro ritorno a Reggio Calabria all’interno di questo grande progetto internazionale – dichiara il Direttore del MArRC Fabrizio Sudano – confermano il ruolo del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria come protagonista delle reti culturali mediterranee. È un’occasione straordinaria per valorizzare il patrimonio calabrese in una dimensione globale e, allo stesso tempo, per restituirlo al pubblico arricchito da nuove prospettive di lettura». 

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