Trame.15, la democrazia tra passato e contemporaneo. Dall’antica tessera elettorale alle icone di Sirelli – FOTO
Al Museo Archeologico Lametino la mostra dedicata a democrazia, diritti e partecipazione civica, con l’installazione site-specific dell’artista calabrese

LAMEZIA TERME Colori, simboli, memoria antica e sguardo contemporaneo. La 15esima edizione di Trame, inaugurata ieri a Lamezia Terme, entra anche nei luoghi della cultura e della città con un percorso espositivo che accompagna l’intera manifestazione e ne amplia il messaggio civile. Tra le mostre al centro del programma c’è “Vedere la Democrazia. L’eredità dell’antico tra testimonianze classiche e creazioni contemporanee”, progetto realizzato dal Museo Archeologico Lametino in collaborazione con Fondazione Trame ETS e arricchito da un’installazione site-specific dell’artista calabrese Massimo Sirelli.

L’esposizione, inserita nel programma “Trame per il Patrimonio”, è un omaggio all’80esimo anniversario dell’Assemblea Costituente e resterà visitabile fino al 22 novembre. Un progetto che mette in dialogo reperti, simboli, linguaggi artistici contemporanei e riflessione sui diritti. Al centro, il tema scelto da Trame.15: “Terra e libertà”.

A spiegare il senso del percorso è Simona Bruni del Museo Archeologico Lametino: «È una mostra che è già nel titolo: vedere la democrazia attraverso le testimonianze e i tesori del passato per una visione contemporanea». Il museo, sottolinea, si inserisce «in questa riflessione, in questo anniversario di Trame che sono 15 anni, 5 anni di nostra collaborazione e il primo anno in cui insieme abbiamo istituito la sezione permanente di Trame per il patrimonio». Il cuore della mostra è un reperto già esposto nella collezione del museo, ma che in questa occasione viene posto al centro della narrazione: una tessera elettorale per le cariche politiche. Un oggetto antico che diventa chiave per riflettere sul presente, sulla responsabilità civica, sui diritti e sulla partecipazione democratica. «Quest’anno era terra e libertà, la democrazia, i diritti. Noi abbiamo un reperto esposto in collezione, ma questa volta accendiamo tutti i fari: è una tessera elettorale per le cariche politiche. La responsabilità, i diritti, le riflessioni». Da qui l’idea del museo non soltanto come luogo di conservazione, ma come spazio vivo, attraversato dalle domande del presente. «Il museo diventa uno spazio civico di riflessione dall’antico, ma con una catapulta direttamente sulle contemporaneità, su quello che noi oggi viviamo», dice Bruni. Un luogo che guarda al passato per parlare al presente: «Questo vogliamo essere, spazio contemporaneo ricordando tutto quello che viene dall’antico, valorizzazione del patrimonio per una partecipazione attiva e civica».



«Sono simboli di democrazia, di socialità»
Su questo impianto si innesta l’intervento di Massimo Sirelli, chiamato a tradurre in forma visiva il tema della quindicesima edizione. «Trame Festival quindicesima edizione, 15 icone per Trame che portano la mia firma e i miei colori», racconta l’artista. Il chiostro del museo, spiega, «si riempie dei colori, una texture, anche una palette cromatica che ho studiato sulla base di quelli che sono gli elementi del territorio», con l’aggiunta del magenta, cifra riconoscibile del suo linguaggio. Le quindici icone pensate per Trame si condensano poi in un grande pannello illustrato destinato a restare nella collezione del museo. «Ogni icona rappresenta il territorio, sono simboli di democrazia, di socialità», spiega Sirelli. Dalla mano di Trame all’uomo che alza la mano, dal diritto di voto espresso dalla sfera magno-greca al megafono della libertà di pensiero e di espressione: «Un mix di elementi che ho studiato insieme all’organizzazione per arrivare ad avere segno e significato in chiave Sirelli».



Le altre esposizioni
Il percorso espositivo di Trame.15 si allarga poi ad altri linguaggi e ad altri spazi della città. Spazio alla fotografia e al giornalismo con “Con Toscani Corleone nel mondo”, mostra dedicata a Oliviero Toscani a un anno dalla sua scomparsa e a trent’anni dal celebre reportage realizzato a Corleone; “Spina”, progetto fotografico di Mario Spada che racconta vent’anni di trasformazioni della città di Napoli; “La Repubblica. Una storia di futuro”, selezione di prime pagine che hanno documentato cinquant’anni di mafie e criminalità organizzata in Italia; e “Il graffio poetico”, esposizione delle vignette di Mauro Biani dedicate alle inchieste del Premio Roberto Morrione, alle giornaliste e ai giornalisti uccisi nello svolgimento del proprio lavoro e alle battaglie ancora aperte per la verità e la giustizia. Il festival entra anche nei luoghi simbolo di Lamezia con le iniziative di Trame in Città: da “Una vita contro la mafia” a “#Leparolevalgono”, da “Il Popolo di Trame” a “Il diritto di essere”. Un itinerario diffuso che porta fuori dai luoghi tradizionali del festival le parole chiave di questa edizione: memoria, democrazia, diritti, libertà. E che conferma la vocazione di Trame come spazio aperto di confronto civile, capace di usare libri, arte, fotografia, giornalismo e patrimonio per leggere il presente.