Anteprima Terra Madre, il Gal Terre Vibonesi lancia il Marchio Territoriale, qualità condivisa per turismo e produzioni locali
Non una semplice operazione di branding: un impegno collettivo tra produttori, operatori turistici, artigiani e istituzioni

TROPEA Il GAL Terre Vibonesi presenta ufficialmente il Marchio Territoriale Terre Vibonesi, strumento di qualità già riconosciuto dal Ministero con disciplinari aperti alla co-costruzione con gli operatori del territorio. La conferenza si inserisce nel programma dell’Anteprima Terra Madre, l’evento nazionale di Slow Food che per la prima volta inaugura il suo percorso di avvicinamento a Terra Madre Salone del Gusto 2026 (Torino, 24–27 settembre) proprio da Tropea.
Alla conferenza stampa hanno partecipato l’assessore regionale all’agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, il sindaco di Tropea Giovanni Macrì, il presidente di Confindustria Vibo Valentia Rocco Colacchio e Michelangelo D’Ambrosio, presidente di Slow Food Calabria.

Un patto, non un logo
Il Marchio Territoriale Terre Vibonesi è uno strumento che il GAL Terre Vibonesi ha scelto come perno attorno al quale costruire l’intera programmazione dei prossimi anni. Non una semplice operazione di branding: un impegno collettivo tra produttori, operatori turistici, artigiani e istituzioni per garantire standard qualitativi riconoscibili e raccontare con voce unitaria l’identità di un territorio troppo spesso frammentato. Il marchio ha già ottenuto il riconoscimento ministeriale, con un elemento che lo rende unico nel suo genere: i disciplinari sono stati lasciati aperti. Una scelta consapevole, che il Gruppo di azione locale ha voluto fortemente, per costruirli insieme agli attori del territorio — albergatori, ristoratori, operatori culturali, produttori, reti museali. Il marchio si articola in quattro categorie: Accoglienza, Sapori e Profumi, Paesaggi e Culture, Cammini e Benessere. L’obiettivo è costruire un sistema riconoscibile che consenta a produttori, operatori e istituzioni di presentarsi al mercato con un’identità unitaria e credibile.
Dal marchio al distretto turistico
«Era fondamentale ascoltare il territorio, ottenere un riconoscimento è importante ma occorre riempirlo di contenuti. In questo anno abbiamo interloquito con gli albergatori, i ristoratori, la rete dei musei per definire la prima parte dei disciplinari», sostiene ai nostri microfoni Vitaliano Papillo, presidente del Gal Terre Vibonesi. «Il marchio è uno strumento necessario, vogliamo riempirlo di marcatori di qualità, di servizi, dando una dimensione sistemica: troppo spesso, non solo in provincia di Vibo Valentia ma anche in Calabria, le eccellenze e le belle realtà non dialogano, non fanno sistema. Il marchio ha il compito di unire». Il prossimo step – annuncia Papillo – è «la presentazione del distretto turistico».
L’ambizione della qualità
«C’è un forte comparto agricolo primario, ci sono prodotti identitari, ma c’è anche un territorio caratterizzato da una forte crescita turistica e che ha compreso quanto fosse fondamentale avere l’ambizione della qualità. Tutto questo è racchiuso in questo marchio, Terre Vibonesi, che avrà un disciplinare per ogni categoria e che ogni operatore dovrà rispettare per ottenere il riconoscimento». «Ai Gal – conclude l’assessore regionale all’agricoltura – abbiamo affidato il compito di lavorare sulla promozione dei prodotti di nicchia, un compito che stanno portando a termine egregiamente». (redazione@corrierecal.it)
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