Mazzuca: «Il Pd è in emergenza. Serve una svolta in Calabria e a Cosenza»
Il presidente del Consiglio comunale di Cosenza denuncia divisioni interne, avverte sul rischio di commissariamento e ribadisce il sostegno al sindaco Caruso
COSENZA Tra le tensioni interne che attraversano il Partito Democratico a livello regionale e provinciale e le complesse dinamiche politiche che interessano il comune di Cosenza, il quadro politico locale sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Un momento delicato, fatto di confronti serrati, riposizionamenti e sfide amministrative cruciali per il futuro della città. Per fare il punto della situazione, comprendere gli equilibri all’interno della maggioranza che sostiene la giunta Caruso e tracciare le prospettive del Partito Democratico sul territorio, abbiamo intervistato il Presidente del Consiglio Comunale di Cosenza, Giuseppe Mazzuca: uno dei colonnelli dei dem.
L’ex ministro Andrea Orlando ha recentemente certificato una crisi politica e organizzativa del Pd, anche a livello locale
«Se un dirigente esperto, preparato e serio come Andrea Orlando fa una dichiarazione del genere è perché avverte la necessità anche in Calabria di dover ripartire. Il Pd continua a perdere consensi, non riusciamo più a vincere un’elezione e siamo arrivati sotto la soglia del 10%, mi pare una percentuale pericolosa. Con questi numeri rischiamo di assottigliare ancora di più l’irrisoria pattuglia parlamentare calabrese».
Cosa sta accadendo?
«Si continua a nascondere la polvere sotto il tappeto, i tanti nodi irrisolti in tutte le province della Calabria non sono stati affrontati. Il senatore Nicola Irto è stato riconfermato alla guida della segreteria regionale del partito da un anno e mezzo, l’ultimo congresso regionale risale alla primavera del 2025 e mi pare evidente che non ci sia una squadra e neanche la volontà di costruire un gruppo. Un uomo solo al comando che 4 giorni su 5 vive a Roma non può e non riesce a risolvere tutti i problemi del Partito Democratico».
Il Pd a Cosenza sembra un caso senza speranza. Il segretario provinciale è stato sfiduciato e il possibile successore è stato inghiottito da veleni e fratture interne
«A Cosenza non c’è stata la volontà da parte degli organismi superiori di risolvere i problemi, lo scorso anno sono stato invitato da responsabile dell’organizzazione e da buona parte della segreteria nazionale a fare un passo indietro rispetto alla possibilità di concorrere alla guida della segreteria provinciale di Cosenza. Ho colto il messaggio e da uomo di partito ho compiuto un passo indietro, però quella mozione abbiamo visto che fine ha fatto. Matteo Lettieri è stato sfiduciato dopo un mese, abbiamo perso le elezioni regionali, le elezioni provinciali e abbiamo perso nei comuni di Castrovillari e San Giovanni in Fiore. Al netto di quanto accaduto, qualcuno ha pensato bene di riproporre la medesima mozione suggerendo delle sostituzioni con un risultato neanche a dirlo del tutto fallimentare».
Avete anche sfiduciato la vicesindaca Maria Locanto
«Per ben due volte a Cosenza ho sostenuto il nome di Maria Locanto come vicesindaca, ma a patto che si impegnasse a sanare le fratture e aiutare il Pd a ricompattarsi. Il suo operato in questi anni lascia a desiderare, nell’ultimo rimpasto di Giunta è stata privata di una delega importante e non mi sembra che abbia avuto in cambio altro. Sia il Capogruppo e sia il vicesindaco sono stati votati all’unanimità, ma se viene meno la fiducia non resta che rimettere il mandato».
Il Pd a Cosenza sarà commissariato?
«Sono contrario ai commissariamenti, secondo un vecchio detto politico “il miglior commissario è peggio del peggior segretario”, ma se la ricostruzione del partito a Cosenza non avviene in maniera unitaria, rischiamo una nuova debacle. Mi era stato chiesto di dare la disponibilità a candidarmi alla segretaria provinciale e sarei eventualmente disposto ad accettare solo se ci fosse un consenso unanime di tutti gli attori, occorre porre fine ai litigi. La questione è semplice: ritroviamo l’unità e rilanciamo il partito sui territori, altrimenti siamo condannati al commissariamento. Vorrei ricordare che il Pd a Cosenza – in questo momento – non può contare su un segretario, manca il tesoriere, non c’è una commissione di garanzia, e neanche la certificazione degli iscritti. E se non fosse intervenuto il partito regionale non avrebbe neanche una sede. Le sembrano le condizioni ideali per lavorare? E aggiungo, qualora fossi stato il segretario eletto dall’assemblea all’unanimità, non avrei esitato a rinunciare alla candidatura alle elezioni politiche o regionali, un segretario deve lavorare solo e esclusivamente per il bene del partito, sopratuttto in una situazione di evidente emergenza. Tanto per citare Andrea Orlando, se non partiamo dalla riorganizzazione regionale, non possiamo risolvere le questioni irrisolte delle federazioni».
Ha fatto cenno alle prossime elezioni Comunali a Cosenza, qual è lo stato di salute della maggioranza? Quali sono i rapporti con gli alleati? Qualcuno pensa già alle liste…
«Pensando alle prossime elezioni Comunali non si può che partire dal sindaco uscente, Franz Caruso. Per quanto riguarda gli alleati, il Movimento 5 Stelle è rappresentato in consiglio comunale da un assessore che detiene una delle deleghe più importanti: il welfare. In questi anni nessuno ha manifestato dubbi o perplessità sull’azione del governo Caruso. In caso contrario, come detto prima, se ritenessi concluso il rapporto di fiducia con il primo cittadino sarei pronto rimettere il mandato e a dimettermi. Non mi pare siano arrivati segnali di questo tipo dai Cinquestelle. Per quanto riguarda il consigliere regionale Francesco De Cicco, sta promuovendo – senza nasconderlo – le liste che intende presentare alle prossime competizioni elettorali. Due assessori del suo gruppo sono parte attiva dell’amministrazione di Cosenza e quindi sono sicuro che parteciperà alle decisioni della coalizione. Ribadisco quanto già sostenuto, si parte sicuramente dal sindaco uscente che in Consiglio Comunale gode di una solida maggioranza. Questo mi pare sia un dato di non poco conto!». (f.benincasa@corrierecal.it)
