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la riflessione

Guccione (Pd): «Il centrodestra litiga sulle nomine mentre l’emergenza-urgenza non regge»

«Sono stati spesi 24,5 milioni di euro sul progetto di riorganizzazione del 118 calabrese, eppure il sistema resta inefficiente e disomogeneo»

Pubblicato il: 05/08/2026 – 12:33
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COSENZA «Mentre il centrodestra continua a litigare sulla spartizione delle nomine dei direttori generali di ASP e Aziende Ospedaliere — incarichi che attendono da mesi di essere assegnati — il sistema 118 dimostra ogni giorno sul campo le proprie gravi criticità. Una disorganizzazione che si ripercuote pesantemente sulla vita dei calabresi»: inizia così la dura nota di Carlo Guccione, membro della Direzione Nazionale PD.
«Sono stati spesi 24,5 milioni di euro sul progetto di riorganizzazione del 118 calabrese, eppure il sistema resta inefficiente e disomogeneo. Un vero fallimento. Nonostante questa spesa, i risultati attesi in termini di servizi tempestivi e uniformi su tutto il territorio restano gravemente critici. Non basta copiare dalla Regione Lombardia per realizzare un modello efficiente di urgenza-emergenza. Le associazioni del terzo settore che operano a supporto del 118 denunciano il mancato rispetto della territorialità e dei tempi di intervento, con conseguenti aggressioni agli operatori sanitari e ai volontari delle associazioni, oltre alla sistematica disattesa degli impegni presi nei vari incontri tenuti in questi mesi».
Secondo Guccione «un’organizzazione moderna del 118 consentirebbe non solo di garantire interventi più rapidi e una copertura realmente capillare del territorio, ma anche di eliminare sprechi milionari che oggi gravano sulle casse della sanità pubblica senza produrre servizi migliori. Il tempo degli alibi è finito. È ora che chi governa la regione si assuma la responsabilità delle proprie scelte e lasci spazio alle competenze. Perché quando il 118 non funziona non si perde soltanto efficienza: si mette a rischio il diritto costituzionale alla salute e, troppo spesso, la vita delle persone».
«La Calabria – aggiunge l’sponente dem – non può più permettersi un sistema di emergenza ostaggio dell’immobilismo. È il momento di sostituire la logica del clientelismo con quella della competenza. Solo allora il 118 potrà diventare ciò che dovrebbe essere: un servizio pubblico efficiente, moderno e realmente al servizio dei cittadini, da prendere a esempio per altre realtà regionali. È necessaria una svolta nell’organizzazione del sistema urgenza-emergenza 118 calabrese, che metta insieme le competenze già presenti, la prossimità del servizio e un corretto utilizzo delle risorse disponibili. La Calabria non può essere considerata una colonia, né un territorio a cui sottrarre risorse» conclude Carlo Guccione.

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