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MELONI-TRUMP

L’Italia merita rispetto, oltre ogni appartenenza politica

Magarò: «Il confronto politico non può trasformarsi in delegittimazione delle istituzioni»

Pubblicato il: 20/06/2026 – 7:56
di Salvatore Magarò*
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L’Italia merita rispetto, oltre ogni appartenenza politica

Le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni impongono una riflessione che va oltre le appartenenze politiche e le convenienze del momento.
Non è in discussione il diritto alla critica, né il confronto tra leader che rappresentano visioni diverse del mondo. Il dissenso fa parte della dialettica democratica. Ciò che lascia perplessi è invece il tono utilizzato, che rischia di trasformare il confronto istituzionale in una forma di esibizione muscolare poco degna di chi rappresenta una grande democrazia occidentale.
L’Italia è una nazione amica degli Stati Uniti, alleata storica e partner strategico. Proprio per questo motivo il rapporto tra i due Paesi dovrebbe essere fondato sul rispetto reciproco e sulla pari dignità istituzionale, non su atteggiamenti che possano apparire paternalistici, irridenti o umilianti.
Si può essere favorevoli o contrari all’azione del governo Meloni. Si può condividere o contestare ogni singola scelta politica. Ma una cosa dovrebbe accomunare tutti: il rispetto verso le istituzioni della Repubblica e verso chi, in quel momento storico, ha ricevuto il mandato di rappresentarle.
Quando si colpisce il presidente del Consiglio della Repubblica Italiana non si colpisce soltanto una persona o una parte politica. Si finisce inevitabilmente per coinvolgere l’immagine e la credibilità dell’Italia stessa. Il nostro Paese ha una storia, una cultura, una tradizione democratica e una collocazione internazionale che non hanno bisogno di riconoscimenti concessi dall’alto né, tantomeno, di atteggiamenti di sudditanza. L’Italia dialoga con tutti, collabora con tutti, costruisce alleanze con tutti, ma non deve genuflettersi davanti a nessuno. Men che meno davanti a nazioni che si definiscono amiche e che proprio per questo dovrebbero esercitare maggiore attenzione e rispetto nelle relazioni istituzionali.
Esiste poi una questione di stile che non può essere ignorata. Nella politica contemporanea sembra spesso prevalere la ricerca della battuta, della provocazione, dell’effetto mediatico immediato. È una deriva che impoverisce il dibattito pubblico e allontana i cittadini dalle istituzioni. Le donne che ricoprono incarichi pubblici, così come gli uomini, devono essere giudicate per le loro idee, per le loro scelte e per i risultati ottenuti. Non per essere oggetto di sarcasmo o di rappresentazioni caricaturali che nulla aggiungono al confronto politico. La forza delle democrazie non si misura dalla capacità di umiliare l’interlocutore, ma dalla capacità di confrontarsi nel rispetto delle reciproche differenze.
Da riformista, continuo a credere che la fermezza delle proprie convinzioni possa convivere con l’educazione istituzionale, e che il prestigio di una nazione si difenda non con gli slogan ma con la serietà dei comportamenti. Per questo motivo ritengo che episodi come questo debbano essere respinti con serenità ma anche con orgoglio, riaffermando un principio semplice: l’Italia merita rispetto, sempre, indipendentemente da chi la governa e dalle opinioni che ciascuno di noi può avere.

*Segretario Associazione “I RIFORMISTI”

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