Iran, Vance: «36 ore produttive»
Il vicepresidente Usa sui colloqui con Teheran: avanti su Hormuz e ispettori

ROMA Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti nei colloqui con l’Iran tenuti in Svizzera, affermando che nelle ultime 36 ore sono stati compiuti importanti passi avanti verso una stabilizzazione del Medio Oriente. Parlando con i giornalisti prima del rientro negli Stati Uniti, Vance ha indicato come primo risultato la creazione di un meccanismo destinato a garantire che lo Stretto di Hormuz resti aperto. “Abbiamo predisposto il meccanismo per assicurarci non solo che lo Stretto di Hormuz sia aperto, ma che resti aperto”, ha dichiarato, aggiungendo che “circa 15 milioni di barili di petrolio hanno già lasciato la regione” e che questo sta contribuendo al calo dei prezzi dell’energia. “E’ una delle ragioni per cui il petrolio è così basso in questo momento. Ovviamente questo significa prezzi della benzina più bassi, e i prezzi continueranno a scendere”, ha affermato. Il vicepresidente ha poi sottolineato la creazione di un meccanismo per sostenere il cessate il fuoco regionale e gestire eventuali future tensioni. “Abbiamo creato il giusto meccanismo per garantire il cessate il fuoco regionale e gestire gli inevitabili conflitti che emergeranno. Ci sentiamo molto fiduciosi al riguardo”, ha spiegato. Secondo Vance, Washington sta lavorando con i propri alleati, “dagli israeliani agli arabi del Golfo”, per assicurare la tenuta dell’intesa. Tra gli sviluppi più rilevanti citati dal vicepresidente figura anche il ritorno degli ispettori internazionali in Iran. “Gli iraniani stanno consentendo agli ispettori sulle armi e agli ispettori nucleari di entrare nel loro Paese per la prima volta dopo molto tempo”, ha dichiarato, aggiungendo che gli Stati Uniti intendono rafforzare il regime di ispezioni per garantire che Teheran non possa mai dotarsi di un’arma nucleare. Vance ha inoltre riferito che i negoziati tecnici proseguiranno nei prossimi giorni. “Abbiamo lasciato una parte consistente della nostra squadra sul posto e anche gli iraniani hanno lasciato una parte significativa della loro delegazione nel resort per continuare a lavorare”, ha spiegato. Il vicepresidente ha tuttavia invitato alla prudenza sui risultati raggiunti. “Quello che stiamo facendo è gettare le basi per quello che potrebbe essere un Medio Oriente davvero trasformato, ma non abbiamo ancora costruito la casa. Dovremo continuare a costruirla, ed è quello che faremo”, ha concluso. (Agi)
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