Riforma elettorale in Aula alla Camera il 26 giugno
No delle opposizioni al rinvio corto

ROMA Legge elettorale in Aula alla Camera venerdì prossimo, 26 giugno. Vano il tentativo di mediazione del presidente dell’Assemblea di Montecitorio, Lorenzo Fontana, che durante la riunione della Conferenza dei capigruppo aveva proposto uno slittamento di qualche giorno, con la calendarizzazione per il 29. Le opposizioni hanno detto no, chiedendo che invece si andasse a luglio, per consentire una discussione più approfondita in commissione, dove nel pomeriggio proseguirà l’esame degli emendamenti, che è previsto termini il 24 giugno. Anche se rimane l’incognita sulla possibilità di riuscire a votare il mandato al relatore, considerando che il 25 la Camera sarà impegnata con le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della seduta inaugurale dell’Assemblea costituente. “È stato un dialogo, diciamo così, tra sordi – lamenta la capogruppo del Pd, Chiara Braga – nel silenzio totale di maggioranza e Governo è rimasto confermato il calendario precedente. La proposta del presidente di una differimento di tre giorni, cioè dal 26 al 29, è totalmente improprio, rispetto all’esigenza invece di potere discutere gli emendamenti in commissione Nella Capigruppo fissata per il primo luglio verranno poi stabiliti i tempi dell’esame nel calendario di luglio, sapendo già che saranno tempi contingentati, quindi ancora strozzando ancora di più il dibattito parlamentare”. “Per noi -prosegue l’esponente Dem- questa è l’ennesima forzatura ed è la dimostrazione delle divisioni di una maggioranza che non riesce a trovare la quadra, che appunto impedisce al Parlamento di lavorare e che ha un’unica ossessione, cioè cambiare la Legge elettorale per paura di perdere le elezioni. Questo ovviamente ci preoccupa molto perché stiamo parlando di una Legge che anticipa il premierato, che lede pesantemente le prerogative del Presidente della Repubblica, che toglie ogni garanzia rispetto al premio di maggioranza sugli organi di garanzia, come sappiamo, e allontana ancora di più il rapporto tra eletti ed elettori. E quindi per noi rimane una contrarietà totale. Non sappiamo se poi metteranno la fiducia, non sappiamo quale sarà l’atteggiamento che avranno”.