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Fentanyl, Gratteri: «Le mafie pronte a inserirsi nel mercato»

«Crescente attrattività degli oppioidi sintetici»

Pubblicato il: 05/07/2026 – 13:27
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Fentanyl, Gratteri: «Le mafie pronte a inserirsi nel mercato»

ROMA «Ha una resa criminale altissima un alto valore, piccoli volumi, facilità di occultamento, minore complessità logistica rispetto alla cocaina». Lo afferma, in un’intervista a “La Stampa“, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri riguardo al business criminale legato al Fentanyl dopo il furto avvenuto nei giorni scorsi a Roma. «Direi anzitutto che non si può escludere nulla in radice senza conoscere gli elementi investigativi. Un furto di quella portata può interessare gruppi criminali diversi», osserva Gratteri. «Organizzazioni strutturate, reti specializzate, intermediari del mercato illegale o soggetti capaci di rivendere rapidamente il prodotto – prosegue – Le mafie non vanno escluse per principio, ma nemmeno evocate automaticamente: oggi agiscono spesso come broker, finanziatori, garanti logistici o riciclatori, non sempre come esecutori materiali». «L’interesse delle mafie per il Fentanyl e per gli oppioidi sintetici è legato alla logica del mercato: alto valore, piccoli volumi, facilità di occultamento, minore complessità logistica rispetto alla cocaina», continua. Secondo il procuratore «si può dire» che non siamo ancora arrivati a livello della situazione americana «ma, al contempo, va rimarcato come le agenzie europee segnalano una crescente attenzione verso gli oppioidi sintetici ad alta potenza e i rischi di contaminazione dei mercati tradizionali. Il margine di guadagno può essere enorme proprio perché bastano quantità ridotte per produrre molte dosi. Rispetto alla cocaina, però, il mercato europeo resta più limitato e più rischioso: il fentanyl uccide facilmente, destabilizza la clientela e attira una pressione investigativa e sanitaria altissima». «Il boom, soprattutto in nord America, nasce da più fattori: dipendenza da oppioidi prescritti, ricerca di sostanze più potenti ed economiche, disponibilità di prodotti sintetici e capacità dei trafficanti di inserirli in pillole contraffatte o in altre droghe – spiega – La Dea (Drug Enforcement Administration) continua a indicare il Fentanyl come una minaccia centrale del mercato statunitense». Secondo Gratteri «al netto del Fentanyl, la cocaina resta il grande business delle mafie in Europa. La ‘ndrangheta conserva un ruolo di primissimo piano, per affidabilità, capitale relazionale e rapporti storici con i produttori. Parlare però di monopolio oggi è improprio: il mercato è più frammentato e competitivo. Sono cresciuti gruppi albanesi, balcanici, olandesi, marocchini, turchi, latinoamericani e reti criminali ibride. La ‘ndrangheta resta centrale, ma dentro un ecosistema criminale più affollato, fluido, ibrido e transnazionale».

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