La scuola in Calabria tra presente e futuro. Le criticità: dispersione e calo demografico
I contenuti del Piano annuale della Giunta per attuare il diritto allo studio. Nel 2028 ci saranno circa il 6% di studenti in meno

CATANZARO La previsione di un drastico calo della popolazione studentesca e una dispersione scolastica che è in diminuzione ma sempre superiore alla media nazionale. Questi flash sulla scuola in Calabria emergono dalla delibera con cui la Giunta regionale, in una delle sue ultime sedute, ha approvato il piano annuale attuativo sul diritto allo studio 2026, con riferimento all’anno scolastico 2026-27. La delibera traccia una sorta di “mappa” del mondo scolastico calabrese, sulla scorta soprattutto dei dati Istat, e poi declina una serie di interventi di carattere programmatorio per il futuro.
I dati
Per l’anno scolastico 2026/2027 la rete scolastica calabrese – si legge – «sarà composta da 165 istituti comprensivi, di cui 66 a Cosenza, 45 a Reggio Calabria, 31 a Catanzaro, 14 a Crotone e 9 a Vibo Valentia (complessivamente gli alunni che frequenteranno gli istituti comprensivi saranno 145.099, pari al 56,5% della popolazione scolastica della regione); 98 scuole secondarie di secondo grado, di cui 36 a Cosenza, 27 a Reggio Calabria, 16 a Catanzaro, 11 a Crotone e 8 a Vibo Valentia (gli studenti che frequenteranno istituti tecnici, professionali e licei saranno pari a 86.034 – 33,5% della popolazione scolastica della Calabria); 9 istituti omnicomprensivi, di cui 3 a Cosenza, 3 a Crotone e 3 a Vibo Valentia (5.995 saranno gli alunni e gli studenti che frequenteranno le scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole di primo e secondo grado di tale tipologia di istituzione scolastica); convitti nazionali, presenti in tutte le province ad eccezione di Crotone (con una popolazione scolastica che si attesta sui 3.731 alunni), 5 Cpia».
L’andamento demografico
Sul versante demografico, dall’analisi dei dati sulla previsione della popolazione scolastica pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica secondo la Giunta regionale «si evince un calo della popolazione che interesserà tutte le fasce di età e tutte le province. A livello regionale nel 2028 è atteso un decremento della fascia 00-19 anni del 5,9% (rispetto al 2025); in particolare, tale fenomeno risulta essere maggiormente rilevante per la fascia 5-9 anni, per la quale si stima una contrazione del 10,18%; variazioni negative si registrano anche per la fascia 0-4 anni (-2,90%), per la fascia 10-14 anni (-5,10%) e per la fascia 15-19 anni (-5,20%). È attesa, pertanto, una diminuzione delle coorti di popolazione che frequenteranno la scuola negli anni a venire con conseguenze sia sulla riorganizzazione della rete scolastica che sui servizi da progettare ed erogare da parte delle istituzioni scolastiche».
La dispersione scolastica
Capitolo ad hoc è quello dedicato alla dispersione scolastica. Nel Piano la Giunta scrive: «Dall’analisi dei dati pubblicati dall’Invalsi sulla dispersione implicita emerge che in Calabria la quota di studenti e studentesse del primo ciclo di istruzione a rischio di dispersione scolastica è pari al 21,2%, valore inferiore rispetto al dato del Mezzogiorno (22,1%) ma superiore rispetto al valore medio nazionale (12,3%) mentre «la quota di studenti e studentesse del secondo ciclo di istruzione a rischio di dispersione si attesta all’11,6%, inferiore rispetto al dato meridionale (12,5%) ma superiore rispetto al valore italiano (8,7%)». E ancora: «Analizzando i livelli di competenza conseguiti dagli studenti che nell’anno scolastico 2024/2025 hanno frequentato la terza media emerge che il 51,0% degli studenti calabresi consegue il titolo senza raggiungere un livello di competenza adeguato in italiano mentre a livello nazionale la quota è del 41,4%; il 59,0% degli studenti calabresi non raggiunge un livello di competenza adeguato in matematica mentre a livello nazionale la quota è del 44,3%. Per quanto riguarda gli studenti che nell’As 2024/2025 hanno sostenuto l’esame di maturità emerge che il 51,0% degli studenti calabresi consegue il titolo senza raggiungere un livello di competenza adeguato in italiano mentre a livello nazionale la quota è del 41,7%; il 59,0% degli studenti calabresi non raggiungere un livello di competenza adeguato in matematica mentre a livello nazionale la quota è del 44,3%».
I fattori
Secondo quanto osserva la Giunta regionale «recenti studi nazionali e internazionali hanno evidenziato che diversi sono i fattori che contribuiscono a innescare e alimentare il fenomeno della dispersione scolastica tra cui si segnalano: le caratteristiche psicologiche degli studenti, l’organizzazione della didattica e della scuola, il background formativo della famiglia e le condizioni socio-economiche della famiglia. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, dai dati pubblicati dall’Istat emerge che in Calabria nel 2025 il 48,6% della popolazione è a rischio di povertà o esclusione sociale mentre in Italia tale valore si attesta al 23,1%. In particolare: la quota di individui a rischio di povertà è pari in Calabria al 37,2%, in calo rispetto al 2023 ma superiore rispetto alla media nazionale (18,9%); la percentuale di persone che è in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale è pari al 24,9%, in aumento rispetto al 2023 in cui tale problematica interessava il 20,7% della popolazione; la percentuale di persone a bassa intensità lavorativa in Calabria è pari al 12,1%, mentre in Italia si attesta al 9,2%». (a. c.) (Continua)
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