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il rapporto istat

Sviluppo sostenibile, resta il divario tra Nord e Sud

Calabria indietro su povertà, occupazione e digitale

Pubblicato il: 08/07/2026 – 13:18
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Sviluppo sostenibile, resta il divario tra Nord e Sud

ROMA Ci sono disparità regionali in Italia anche rispetto ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs) rispetto alla media nazionale con ambiti di eccellenza e criticità a livello territoriale. Lo conferma l’Istat nell’aggiornamento del Rapporto Sdgs 2026 effettuato a partire da 146 misure statistiche con riferimento all’ultimo anno disponibile. La lettura dei risultati, articolata secondo la tradizionale tassonomia delle “5P” dell’Agenda 2030 (People, prosperity, Planet, Peace e Partnership), evidenzia una geografia articolata. Le aree People e Prosperity confermano il dualismo territoriale a svantaggio del Mezzogiorno; le aree Planet, Peace e Partnership restituiscono invece una polarizzazione più sfumata e, per molte delle misure dell’area ambientale, risultati relativamente più favorevoli per il Mezzogiorno, spiega l’Istat. Nell’area People, il Goal 1 (Povertà zero) presenta la variabilità territoriale più ampia: le regioni del Nord, con l’eccezione della Liguria, sono sopra la media nazionale, mentre nel Mezzogiorno (con l’eccezione di Molise e Basilicata) emergono criticità, in particolare in Campania e Calabria. Nell’area Planet, i Goal 14 (Vita sott’acqua) e 15 (Vita sulla terra) mostrano un andamento più favorevole per il Mezzogiorno rispetto al Nord su tutte le misure, mentre il Goal 12 (Consumo e produzione responsabili) presenta una variabilità contenuta. Differenze più marcate emergono nei Goal 6, 13 e 14, con criticità specifiche legate, tra l’altro, ai servizi idrici e di fognatura in Sicilia (Goal 6), a una maggiore incidenza di popolazione esposta a rischi di frane in Valle d’Aosta e Basilicata (Goal 13) e ai rifiuti marini spiaggiati nel Lazio (Goal 14). Nell’area Prosperity si conferma il divario Nord-Mezzogiorno: quasi tutti i Goal segnalano condizioni più favorevoli al Nord e fragilità più accentuate al Sud, con la sola eccezione del Goal 11 (Città sostenibili).
Nell’area People, il Goal 3 (Salute) mostra invece una distribuzione più bilanciata. I Goal 2 (Fame zero) e 4 (Istruzione) presentano una moderata polarizzazione geografica, più sfumata nel Goal 5 (Parità di genere). Nel Goal 2 si distingue positivamente la Valle d’Aosta; nel Goal 4 la Sicilia sconta un ritardo più accentuato. Nell’area Prosperity le distanze più rilevanti riguardano il Goal 10 (Ridurre le disuguaglianze), dove Campania, Calabria e Sicilia mostrano marcate vulnerabilità nel reddito e nel rischio di povertà, mentre la Provincia autonoma di Bolzano, l’Emilia-Romagna e la Valle d’Aosta evidenziano un rischio di povertà sensibilmente minore rispetto alla media del Paese e minori disuguaglianze nella distribuzione del reddito. Nel Goal 7 (Energia), le Province autonome di Bolzano e Trento e la Valle d’Aosta si distinguono positivamente per un maggiore orientamento verso le fonti energetiche rinnovabili; nel Goal 8 i divari più accentuati interessano Calabria e Sicilia, a causa di marcate fragilità occupazionali. Nell’area Peace e Partnership, il Goal 16 (Peace) mostra valori regionali vicini alla media del Paese, invece il Goal 17 (Partnership) registra eterogeneità più marcate, con ritardi nel Mezzogiorno, soprattutto in Calabria, nell’uso quotidiano e avanzato di Internet. 

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