Sottosegretari, centrosinistra di nuovo in pressing: «Indire il referendum e revocare la nomina di Figliolia»
L’opposizione deposita una nota nella quale invita il segretario del Consiglio regionale e Occhiuto a dare attuazione all’ordinanza

REGGIO CALABRIA L’opposizione di nuovo in pressing per l’abrogazione della modifica dello Statuto della Regione nella parte in cui introduce la figura dei sottosegretari. Dopo l’ordinanza dell’Ufficio centrale del referendum presso la Corte d’appello, il centrosinistra ha presentato una nota, indirizzata anche al presidente della Regione Roberto Occhiuto, nella quale invitano il segretario generale del Consiglio regionale, Tommaso Calabrò, «a dare seguito all’ordinanza suesposta e dare, quindi, impulso al referendum popolare». Nella nota inoltre i consiglieri regionali di minoranza invitano il presidente Occhiuto, e la dirigente generale del Dipartimento per la Valorizzazione del Capitale umano e l’innovazione nel lavoro pubblico della Regione Calabria Marina Petrolo in virtù della ordinanza a «revocare» tutti gli atti nel frattempo disposti sulla base della modifica dello Statuto, tra cui la nomina di Ettore Figliolia a sottosegretario: «Ciò – sostengono – risulta necessario in quanto, giova ricordare, che l’articolo 123 comma 3 Costituzione afferma che “lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi” in tal senso, quindi, gli incarichi risultano illegittimi poiché la legge, che permette l’istituzione dei sottosegretari e delle collegate strutture speciali, seppur approvata in Consiglio, risulta mancante della fase di integrazione dell’efficacia che dipende proprio dallo svolgimento dell’iter referendario che al momento – e fino a quando non sarà completato – non ne permette la promulgazione. Cogliamo l’occasione per evidenziare che queste nomine essendo illegittime – poiché non rispettose del corretto iter di formazione della legge – generano, automaticamente, un danno erariale poiché l’assegnazione dell’incarico comporta un esborso economico ingiustificato e, ovviamente, l’erogazione di compensi non dovuti dalla Pa». A presentare e firmare la nota Ernesto Francesco Alecci, Elisabetta Maria Barbuto, Vincenzo Bruno, Francesco De Cicco, Giuseppe Falcomatà, Filomena Greco, Ferdinando Laghi, Rosellina Madeo, Giuseppe Ranuccio, Elisa Scutellà. (a. c.)
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