Inchiesta “Erebo Lacinio”, la Cassazione conferma le assoluzioni
Formula piena per tutti gli imputati coinvolti nell’indagine per gravi reati ambientali e contro il patrimonio del Gestore del Servizio Elettrico. La soddisfazione dello studio Ontier

CROTONE Lo studio legale Ontier esprime profonda soddisfazione per la conferma, da parte della Corte di Cassazione, dell’assoluzione con formula piena di tutti gli imputati coinvolti nell’inchiesta per gravi reati ambientali e contro il patrimonio del Gestore del Servizio Elettrico (GSE) battezzata dagli inquirenti “Erebo Lacinio”. Un provvedimento che premia la validità della strategia legale che ha ispirato la difesa nella fase cautelare, nei giudizi di merito e in Cassazione. In totale si sono pronunciati favorevolmente diciassette giudici, tutti convinti dell’assoluta regolarità dell’attività industriale dell’azienda “Le verdi praterie” titolare di un impianto per la produzione di biogas.

“Grazie ad uno straordinario lavoro di squadra che ha coinvolto altri ottimi avvocati ed eccellenti consulenti – commenta l’avvocato Francesco Verri, partner di Ontier (foto sopra) – siamo riusciti a smentire accuse che la Procura della Repubblica ha sostenuto con vigore in ogni sede. Accogliendo la nostra tesi, la Cassazione ha messo fine a una vicenda giudiziaria che ci ha visto impegnati con successo per cinque anni. È stato fissato un importante principio di diritto: non si può scomodare il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti per (tentare di) sanzionare l’utilizzo di prodotti e sottoprodotti nel settore della produzione di energie rinnovabili e di recuperare gli incentivi percepiti dai titolari degli impianti”.
I dettagli giudiziari nell’inchiesta Erebo Lacinio
L’inchiesta condotta per competenza dalla Procura distrettuale di Catanzaro mirava a fare luce su una presunta associazione per delinquere accusata di aver introdotto nell’impianto a biomasse dell’azienda “Le verdi praterie”, guidata da Antonella Stasi, materiali (di origine vegetale e animale) non dichiarati e di aver utilizzato il fertilizzante prodotto insieme all’energia secondo procedure diverse da quelle previste. Le presunte violazioni avrebbero consentito all’impresa di percepire indebitamente incentivi pubblici per oltre 14 milioni di euro tra il 2011 e il 2018.
La strategia vincente dello studio Ontier
La strategia vincente dello studio Ontier si è basata su un approccio metodologico rigoroso e multidisciplinare. Il pool difensivo che ha visto coinvolti, oltre all’avvocato Francesco Verri, impegnato da 20 anni nei grandi processi per reati ambientali che si sono celebrati nel Mezzogiorno, altri importanti penalisti (gli avvocati Vincenzo Ioppoli, Francesco Laratta, Vincenzo Cardone, Nicola Cantafora e Sergio Rotundo), ha prodotto in giudizio le comunicazioni indirizzate al GSE, non acquisite dagli inquirenti, che dimostrano la totale trasparenza dell’operato della società “Le verdi praterie”, il rispetto di tutte le regole che disciplinano la materia e l’insussistenza di qualsiasi ipotesi di inquinamento ambientale o di rischio per la salute umana. Fondamentale è risultato il coordinamento di quattro fondamentali consulenze tecniche – firmate dai professori Massardo, Dell’Anno, Campanile e dai dottori Caccavari e Mazzei – che hanno provato su basi scientifiche che l’impianto ha generato solo energia pulita e fertilizzanti naturali benefici per l’ambiente.