Nessun accordo illecito dietro le nomine: assolto l’ex consigliere regionale Claudio Parente
Il Tribunale di Catanzaro ha assolto Parente dai reati di corruzione e peculato a lui contestati nell’ambito di un processo avviato nel 2020

CATANZARO Il Tribunale di Catanzaro, in composizione collegiale, ha assolto Claudio Parente dai reati di corruzione e peculato a lui contestati nell’ambito di un processo avviato nel 2020, per insussistenza del fatto. In particolare si contestava a Parente di aver dato, nella sua qualità di consigliere regionale, degli incarichi a due noti professionisti, i dottori Gironda e Pisano, al fine di ottenere il voto favorevole all’approvazione di una delibera di giunta che avrebbe prodotto, secondo l’impostazione accusatoria, un ritorno economico ad una società di servizi di cui Parente era ritenuto essere amministratore di fatto. Da qui un decreto di sequestro che aveva attinto il conto corrente di Parente. Già in quella fase vi fu un intervento della Corte di Cassazione che, investita da un ricorso avverso il decreto di sequestro interposto dai difensori del professionista, gli avvocati Francesco Gambardella e Giacomo Maletta, nel 2021, lo aveva annullato senza rinvio ritenendo insussistente il c.d. fumus del delitto di peculato, che era il reato posto a fondamento del decreto di sequestro. Successivamente, celebrata l’udienza preliminare, è intervenuto il rinvio a giudizio di Parente per i reati di corruzione e peculato e dei dottori Gironda e Pisano, per il reato di corruzione. Dopo una lunga istruttoria dibattimentale, protrattasi per tre anni, in data odierna, dopo la conclusione delle parti, il Tribunale ha deliberato la finale sentenza. Il pm ha chiesto l’assoluzione di tutti e tre gli imputati per il delitto di corruzione, mentre per il solo Parente ha chiesto la condanna a quattro anni di reclusione per il delitto di peculato. Anche il difensore della parte civile, per la Regione Calabria, ha chiesto la condanna di Parente. Sono quindi intervenuti gli avvocati Gatto e Loiero per Pisano, e l’avvocato Valerio Morgano per Gironda i quali si sono associati alla richiesta di assoluzione già formulata dal pm nei confronti dei loro assistiti, motivando ulteriormente le ragioni dell’assoluzione. Sono quindi intervenuti per il Parente l’avvocato Giacomo Maletta ed in conclusione l’avvocato Francesco Gambardella i quali, nell’evidenziare come già la Corte di Cassazione avesse ritenuto insussistente il delitto di peculato, per cui il pm ha oggi chiesto una condanna a quattro anni di reclusione, hanno affrontato tutti profili della vicenda, per poi concludere ritenendo insussistenti sia la corruzione che il peculato. Dopo due ore di camera di consiglio il Tribunale ha pronunciato sentenza di assoluzione per insussistenza dei fatti contestati.
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