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Lea 2024, la Calabria migliora ma pesa il ritardo sull’assistenza territoriale

Il monitoraggio del Ministero della Salute: la regione è sopra il livello minimo per prevenzione e area ospedaliera ma resta ultima nella graduatoria complessiva

Pubblicato il: 10/07/2026 – 11:43
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Lea 2024, la Calabria migliora ma pesa il ritardo sull’assistenza territoriale

CATANZARO La sanità calabrese continua a mostrare segnali contrastanti. Se da un lato migliora il giudizio sull’assistenza ospedaliera e resta sopra la soglia di sufficienza anche l’area della prevenzione, dall’altro il sistema sanitario regionale continua a pagare il pesante ritardo dell’assistenza territoriale. È questo il quadro che emerge dal monitoraggio 2024 dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), elaborato dal Ministero della Salute attraverso il Nuovo sistema di garanzia.
Nel dettaglio, la Calabria ottiene 77 punti nell’area ospedaliera, confermando standard assistenziali ritenuti adeguati, e 66 punti nella prevenzione, settore che mantiene la sufficienza pur senza registrare miglioramenti rispetto all’anno precedente. Il vero punto critico resta invece l’assistenza distrettuale, che comprende medicina di base, cure domiciliari, assistenza ai pazienti cronici e servizi territoriali: qui la Regione si ferma a 52 punti, al di sotto della soglia minima fissata a 60.
È proprio questo risultato a pesare sul giudizio complessivo. La Calabria è infatti l’unica Regione italiana che nel 2024 non raggiunge la sufficienza nell’assistenza territoriale, confermando come la rete dei servizi sul territorio continui a rappresentare il principale punto debole del sistema sanitario regionale. La Regione è tuttavia in netto miglioramento e rispetto all’anno precedente ha compiuto un salto in avanti di 12 punti passando dai 40 del 2023 ai 52 punti del 2024.
Il report evidenzia inoltre come la prevenzione sia cresciuta nella quasi totalità delle Regioni italiane. Le uniche eccezioni sono Calabria, Marche e Campania, dove gli indicatori non hanno fatto registrare progressi. Diversa la situazione dell’area ospedaliera, che raggiunge livelli di garanzia in tutte le Regioni.
Guardando al quadro nazionale, il monitoraggio del Ministero certifica un miglioramento complessivo del Servizio sanitario. Le Regioni che non raggiungono la sufficienza in almeno una delle tre macroaree passano infatti da otto a tre. Oltre alla Calabria, restano sotto la soglia soltanto Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano, entrambe per quanto riguarda la prevenzione.
Anche la classifica generale conferma il divario tra Nord e Sud. In testa si colloca il Veneto con 288 punti, davanti a Emilia-Romagna (282) e Toscana (280). Seguono Piemonte (272), Provincia autonoma di Trento (271) e Lombardia (270). Nella parte bassa della graduatoria figurano Sardegna (212), Campania (209), Provincia autonoma di Bolzano (206), Basilicata (205), Sicilia (196), Molise (192) e, in ultima posizione, la Calabria con 189 punti.
I Lea rappresentano il principale strumento con cui il Ministero della Salute valuta l’efficienza dei sistemi sanitari regionali. Il monitoraggio prende in esame 88 indicatori relativi, tra gli altri, alla copertura vaccinale, ai tempi di intervento del soccorso, all’appropriatezza delle cure, alla qualità dell’assistenza ospedaliera e dei servizi garantiti sul territorio. (redazione@corrierecal.it)

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