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Controlli sul territorio

Vazzano, autobotte con 2mila litri di gasolio in più rispetto ai documenti: sequestro e due deferimenti

Il conducente del mezzo era già stato coinvolto nell’operazione “Dedalo Petrolmafie”

Pubblicato il: 10/07/2026 – 9:10
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Vazzano, autobotte con 2mila litri di gasolio in più rispetto ai documenti: sequestro e due deferimenti

VIBO VALENTIA Un carico di gasolio superiore di 2mila litri rispetto a quanto dichiarato nei documenti di trasporto è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia nel corso di un controllo su un’autobotte fermata nel comune di Vazzano. L’operazione rientra nell’intensificazione dei servizi di controllo economico del territorio disposti dal comando provinciale delle Fiamme Gialle, con particolare attenzione al settore delle accise sui prodotti energetici. A finire nel mirino dei finanzieri del Gruppo di Vibo Valentia è stata un’autocisterna adibita al trasporto di carburante, sottoposta a verifica ispettiva. Dai controlli è emerso che il mezzo trasportava circa 7.000 litri di gasolio per autotrazione, a fronte dei 5.000 litri attestati dalla documentazione elettronica di accompagnamento – il cosiddetto e-DAS – esibita dal conducente al momento del controllo. Gli approfondimenti condotti sul posto hanno permesso di accertare la difformità quantitativa tra il prodotto effettivamente trasportato e quanto dichiarato nei documenti, elemento che ha fatto ritenere il carico di presunta illecita provenienza. I finanzieri hanno quindi disposto il sequestro probatorio d’iniziativa dell’autobotte e dell’intero carico, per irregolarità nella circolazione di prodotti soggetti ad accisa, informando tempestivamente l’Autorità giudiziaria competente. Al termine delle operazioni, il conducente del mezzo e l’amministratore unico della società proprietaria dell’autobotte sono stati deferiti alla Procura della Repubblica competente per violazione della normativa sulle accise. Contestualmente è stata avanzata richiesta di sequestro preventivo dei beni posti sotto vincolo. Un dettaglio non secondario emerso durante le indagini riguarda il conducente del mezzo, già coinvolto in un precedente procedimento cautelare nell’ambito dell’operazione “Dedalo Petrolmafie” – circostanza che ha orientato ulteriormente gli approfondimenti investigativi condotti dai militari. L’operazione si inserisce nell’azione di contrasto della Guardia di Finanza alle frodi in materia di accise, fenomeno che produce gravi danni alle casse dello Stato e altera le regole della libera concorrenza, anche per le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore.

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