Calapeppers, la band rivelazione che sta rigenerando il sound dei Red Hot Chili Peppers
Mentre molti tributi si adagiano sulla nostalgia, i quattro di Paola puntano tutto sull’impatto visivo e sonoro

COSENZA Il peperoncino in “Calabrifornia” non manca, ora ci manca solo che dal pubblico richiedano “Paolifornication”… I Calapeppers, con base nella città tirrenica del Santo, sono nati solo un anno fa eppure Emanuele, Toni, Menotti e Antonio stanno conquistando il pubblico a colpi di groove, sudore e puro funk-rock. Nel panorama delle tribute band, farsi notare non è mai un’impresa facile. Ma quando sul palco salgono quattro musicisti con una chimica esplosiva e una passione viscerale per i giganti di Los Angeles, il successo diventa inevitabile. È esattamente quello che sta accadendo con i Calapeppers, vera e propria band rivelazione che nell’ultimo anno ha letteralmente infuocato la scena live.
Nati ufficialmente appena un anno fa, non hanno perso tempo. Quello che era iniziato come l’incontro di quattro amici con il pallino per il sound californiano si è trasformato in pochissimi mesi in un progetto solido, richiestissimo e capace di collezionare un sold out dopo l’altro.
Dietro, o meglio dentro questa inarrestabile macchina da groove ci sono loro: Tony Molinaro alla batteria, Menotti Scerra al basso, Antonio Giglio alla chitarra e – last but not least – la voce di Emanuele Logatto (foto in basso).

Hanno tutti intorno ai 40 anni dunque hanno vissuto in pieno il fenomeno RHCP. Quattro identità distinte ma perfettamente sinergiche, capaci di ricreare quella rara alchimia che ha reso celebri Anthony Kiedis, Flea, John Frusciante e Chad Smith. Il segreto dei Calapeppers? Non si limitano a replicare i pezzi; ne catturano l’anima, l’attitudine selvaggia e la straordinaria potenza fisica, restituendola al pubblico con una freschezza disarmante.
Mentre molti tributi si adagiano sulla nostalgia, i Calapeppers puntano tutto sull’impatto visivo e sonoro. Chi ha assistito a un loro concerto parla di un’esperienza totale: impossibile stare fermi. Il basso che pulsa dritto nello stomaco, la batteria che detta un ritmo forsennato, i riff di chitarra taglienti e una voce che trascina la folla dal primo all’ultimo secondo.
Dal ritmo travolgente di Give It Away alle atmosfere sognanti di Californication e Under the Bridge, la loro scaletta è un viaggio ad altissimo voltaggio che unisce generazioni di fan, dai nostalgici degli anni ’90 ai più giovani che si avvicinano oggi a questo genere.
Con una partenza così esplosiva in soli dodici mesi, il futuro dei Calapeppers si preannuncia caldissimo. La band è già pronta a calcare i palchi estivi più importanti, portando ovunque quella ventata di energia “piccante” che li ha resi un punto di riferimento per gli amanti della musica dal vivo (con eventi imperdibili già in calendario, come lo show del 19 luglio al lido La Calura di San Lucido, il 7 e 8 agosto ancora a San Lucido e Fuscaldo, poi via al tour autunnale e invernale).
“Non volevamo essere una fredda copia carbone. Volevamo che la gente sotto il palco provasse la stessa identica scossa elettrica che si prova a un vero concerto dei Peppers” dicono i quattro. Segnatevi questo nome, perché i Calapeppers sono qui per restare.