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Città metropolitana al voto: sindaci alle urne per il nuovo Consiglio

Tre sedi, 14 seggi in palio, 52 candidati: il voto ponderato deciderà chi guiderà l’ente per i prossimi anni

Pubblicato il: 19/07/2026 – 8:11
di Paola Suraci
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Città metropolitana al voto: sindaci alle urne per il nuovo Consiglio

REGGIO CALABRIA Si sono aperti stamattina alle otto in punto i seggi per l’elezione del nuovo Consiglio della Città metropolitana di Reggio Calabria. Chiuderanno alle venti. Una giornata elettorale che non assomiglia ad alcuna altra consultazione: niente code ai seggi di quartiere, niente famiglie con bambini, niente anziani col documento in mano. A varcare le porte dei tre edifici designati sono soltanto sindaci e consiglieri comunali, i poco più di mille amministratori locali in carica nei 97 comuni del territorio metropolitano. Gli unici che, per legge, hanno diritto di voto. Tre le sedi aperte da questa mattina. Il seggio centrale è negli spazi di Palazzo Alvaro, in piazza Italia a Reggio Calabria, cuore istituzionale dell’ente. Per i comuni della fascia jonica l’appuntamento è alla biblioteca comunale di Locri, nel Palazzo Nieddu del Rio. Per quelli dell’area tirrenica, la sede del Municipio di Palmi, in piazza Municipio. Tre punti su una mappa che racconta già, nella sua geometria, la vastità del territorio che il nuovo Consiglio dovrà governare: dallo Stretto alla Locride, dalla Piana all’Aspromonte.

Il campo di gara

Quattordici seggi da conquistare, quattro liste in corsa, 52 candidati in totale. Il centrodestra si presenta diviso in tre formazioni — una scelta che in apparenza è frammentazione, in realtà è una strategia per massimizzare la rappresentanza territoriale e coprire quante più aree politiche possibile senza perdere voti per strada. La lista Forza Italia è quella a più diretto imprinting del sindaco metropolitano Cannizzaro. Tra i 14 candidati spiccano il sindaco di Santo Stefano d’Aspromonte Francesco Malara — paese natale dello stesso primo cittadino, dettaglio che non è casuale — il sindaco di Motta San Giovanni Giovanni Verduci e quello di San Roberto Giuseppe Roberto Vizzari, insieme a Pasquale Brizzi, Benito Romeo, Alberto Morano, Vincenzo Barca, Mario Romeo, Raffaella Viglianisi, Francesca Stillitano, Maria Stefania Polimeni, Michela Franco, Jole Panetta e Giuseppina Barbara Vacalebre. Il Patto dei Territori raccoglie sotto un’unica insegna candidati di Lega, Fratelli d’Italia, Reggio Futura e diverse liste civiche. Capolista è Domenico “Miki” Maio; seguono Giampietro Scarfò, Letteria Iannì, il sindaco di Roghudi Pierpaolo Zavettieri, l’uscente Rudi Lizzi, Maria Teresa Reale, Giuseppe Surace, Filomena Marialuisa Curatola, Stefano Umberto Marrapodi, Donatella Maesano, Grazia Morabito, Fiorentino “Fiore” Riganò, Vincenzo Cavallano e Chiara Luccisano. A leggere bene i nomi anche qui si trovano figure nell’orbita del sindaco: l’imprinting di Cannizzaro attraversa formalmente tutti e tre i listrini del centrodestra. La terza formazione, Metropolitani Moderati, completa il quadro con Antonino Crea, Giuseppe Coluccio, Michele Marcianò, Antonino Vadalà, Roberto Gaudioso, Rocco Alberto Campolo, Marco Giuseppe Caruso, Francesco Albertino, Massimo Carneri, Giovanni Nicita, Francesca Curulli, Alessia Accardo, Teresa Romeo e Rosa Maria Morabito. Il centrosinistra ha invece scelto la via opposta: un listone unico, denominato Progressisti, che punta sulla forza dei nomi piuttosto che sulla moltiplicazione delle sigle. Dentro ci sono la sindaca di Villa San Giovanni Giuseppina Caminiti, il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia, il sindaco di Campo Calabro Rocco Alessandro Repaci, il sindaco di Benestare Domenico Mantegna, il sindaco di Seminara Giovanni Piccolo e l’ex vicesindaco metropolitano Carmelo Versace — che dopo anni a guidare l’ente da reggente si candida adesso a entrarci dall’opposizione. Completano la lista Raffaele Falcomatà, Pietro Fallanca, Vittoria Luciano, Caterina Neri, Stefania Proietto, Giuseppina Reitano, Pietro Sergi e Rosa Varacalli.

I numeri e le scadenze

Il meccanismo del voto ponderato — già raccontato nei giorni scorsi su queste pagine — resta il cuore tecnico della consultazione: ogni scheda pesa in base alla popolazione del comune di provenienza, e Reggio Calabria, unico centro della fascia più alta, vale da sola quanto un blocco consistente di comuni minori messi insieme. Il calendario che ha portato al voto di oggi è stato serrato: dal 30 giugno al 4 luglio le liste sono state esaminate, entro l’11 luglio quelle ammesse sono state pubblicate online. Ora si vota, fino alle venti. I risultati, calcolati con il metodo d’Hondt applicato ai voti ponderati, decideranno la composizione del nuovo Consiglio metropolitano: l’organo chiamato a governare, per i prossimi anni, un territorio di novantasette comuni e quasi mezzo milione di abitanti.

La prova della promessa

Quando questa sera si chiuderanno i seggi, si saprà anche se Cannizzaro ha davvero mantenuto la parola data la sera stessa della sua proclamazione a sindaco: un Consiglio metropolitano che rappresenti i 97 comuni del territorio, non solo le geometrie interne del capoluogo. I nomi in lista — sindaci di paesi dell’Aspromonte, della costa jonica, della Piana — sembrano andare in quella direzione. Il voto ponderato farà il resto.

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