Emergenza urgenza, la sfida della Regione: più Pet, nuove elisuperfici e tempi di intervento più rapidi
Il Piano di rientro traccia una fotografia dello ”stato dell’arte” ma illustra anche alcune linee di azione per il futuro

CATANZARO L’obiettivo è allinearsi allo standard nazionale e ridurre ancora di più i tempi di intervento, aspetto che già ha registrato qualche miglioramento nel 2025. Tra i capitoli più importanti del Piano di rientro 2026-2028 della sanità calabrese spicca sicuramente quello dedicato all’emergenza-urgenza, uno dei “vulnus” storici del comparto. Nel Piano di rientro la Giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto traccia una fotografia dello stato dell’arte ma illustra anche alcune linee di azione per il futuro.
Gli investimenti fatti
Il sistema di emergenza territoriale – scrive in premessa la Giunta – «può essere indubbiamente considerato il più essenziale di tutti i livelli essenziali di assistenza. A partire dal 2022 la Regione Calabria, nella consapevolezza che le storiche inadempienze regionali in tale ambito dovessero essere definitivamente superate, ha operato un rilevante investimento sul sistema di emergenza territoriale (118) e sul numero unico europeo delle emergenze (Nue 112) rivedendone anche radicalmente l’organizzazione. La congiuntura di scarsa disponibilità di professionisti esperti ha fatto sì che il modello inizialmente pensato non sia ancora completamente attuato e, da questo punto di vista, sarà necessario prevedere, a fronte del fatto che i mezzi meccanici per un’operazione siffatta sono già disponibili, la massima valorizzazione delle risorse anche attraverso un’accorta redistribuzione dei mezzi di soccorso avanzato (Msa), che ricomprendono, come da Dm 70/2015, sia i mezzi con personale infermieristico a bordo che quelli con personale infermieristico e medico a bordo, effettuato tenendo conto, oltre che delle peculiarità orografiche e infrastrutturali della Calabria, anche delle frequenze delle chiamate in codice rosso, in particolare relativamente alle patologie tempo dipendenti. In questa cornice l’utilizzo adeguato di mezzi ad ala rotante e la predisposizione, insieme agli enti locali, di elisuperfici correttamente diffuse sul territorio, in gran parte idonee anche al volo notturno, deve portare ad una riduzione importante dei tempi allarme target sui soccorsi».

Le Pet
Nel Piano di rientro si specifica che «allo stato attuale l’assetto di rete relativamente alle Pet (Postazioni di Emergenza Territoriale) pubbliche è completato. Per il triennio 2025-2027 sono state, ad oggi, implementate 75 Pet. Si prevede, inoltre, un ulteriore incremento di 5 Pet per il periodo 2026- 2027. Fra il 2023 e il 2025 si è già realizzato un miglioramento dell’intervallo allarme target (cioè, il tempo che intercorre tra la ricezione della chiamata di emergenza e l’arrivo del mezzo di soccorso sul luogo dell’evento, ndr) che, nel 2024, risultava pari a 31 minuti. Nel primo semestre 2025 l’intervallo allarme target, secondo i dati in possesso di Regione Calabria si attesta intorno ai 24.2 minuti». Il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg) del ministero della Salute considera adeguato un intervallo allarme-target non superiore a 21 minuti, mentre il livello di eccellenza è fissato entro i 18 minuti. Con i 24,2 minuti registrati nel primo semestre 2025, la Calabria ha ridotto sensibilmente – di quasi 7 minuti – i tempi di intervento rispetto ai 31 minuti del 2024, ma resta ancora al di sopra dello standard nazionale. Per la Regione allora va ricercato l’allineamento ai tempi previsti da Nsg e va «ricercato, anche a partire da una modalità di classificazione dei soccorsi che miri più specificamente alla gravità dei casi e allo sviluppo da parte delle Centrali operative di maggiori capacità di integrazione più flessibile ed efficace delle risorse disponibili sul territorio (rendez-vous, gestione interventi in aree di “confine”, integrazione gomma/ala rotante)». Poiché – si rimarca nel Piano di rientro – «i risultati per i pazienti derivano non solo dagli assetti di rete, ma anche, e soprattutto, dalle relazioni all’interno della rete, è necessario completare nel più breve tempo possibile il ridisegno, non necessariamente negli assetti ma nella definizione delle relazioni e dei percorsi, delle reti tempo dipendenti, a partire dalla Sindrome Coronarica acuta, per passare ad arresto cardiaco, insufficienza respiratoria acuta, Stroke e traumi gravi (First hour quintet-Fhq), in modo da garantire il raggiungimento degli obiettivi di Nsg». Nel Piano di rientro 2026-2028 viene quindi scandito un cronoprogramma di azioni e obiettivi: tra questi l’incremento delle elisuperfici in collaborazione con i Comuni (entro la fine del 2026) e “l’Intervallo allarme target entro il target nazionale” (entro la fine del 2027).
Alleviare i disagi nei Ps
Infine, si evidenza che «sono in corso, nelle strutture di Pronto Soccorso, una serie di interventi che mirano a rendere meno difficile l’esperienza di pazienti, familiari e operatori in tale critico ambito: oltre a contratti a tempo limitato (8 ore settimana) per medici in formazione per il trattamento di codici bianchi e verdi, si è attivata, con ottimi risultati, la presenza di infermieri “di collegamento” fra le aree operative e le sale di attesa, per garantire un’informazione professionale e protetta agli accompagnatori sullo stato dei loro congiunti. Uno dei risultati di tali interventi mira ad essere anche la riduzione del contenzioso, e delle varie forme di aggressione, all’interno di queste strutture. Ulteriori interventi di tale natura sono previsti nei prossimi mesi». (a. c.)
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