Bartuccio a Giffoni: «Denunciare la ‘ndrangheta è stata la scelta giusta»
L’ex sindaco di Rizziconi racconta la sua storia nel corto “Il quaderno di Tommaso”: «Qualcuno deve pagare un prezzo se vogliamo cambiare le cose»
GIFFONI VALLE PIANA Sono passati 12 anni, un mese e 16 giorni da quel giorno in cui Antonino Bartuccio, l’ex sindaco di Rizziconi (nel Reggino), disse no alla ‘ndrangheta e denunciò finendo sotto scorta con la moglie e i due figli. A Giffoni, in occasione della presentazione del corto “Il quaderno di Tommaso” che racconta la sua storia, risponde alla domanda dell’Ansa se ne è valsa la pena con un sì da cui prendere esempio: «Ne è valsa la pena, ne vale la pena ogni giorno, perché ciò che è stato fatto non è qualcosa che riguarda solo la mia famiglia, anche se sulla mia famiglia si sono riverberati i maggiori effetti, quelli più difficili da superare. È stato veramente complicato spiegare ai nostri figli, nell’immediato, subito dopo gli arresti, quando siamo finiti sotto scorta. Però sono stati sempre vicini, sempre accanto a me e a tutta la famiglia, sempre orgogliosi perché hanno ben compreso che ciò che era stato fatto era giusto, che doveva essere fatto, era l’unica via. Bisogna reagire se vogliamo che le cose cambino, perché non cambieranno mai se rimarremo inerti. Qualcuno di noi lo deve fare e purtroppo qualcuno questo prezzo lo deve pagare». Nella pellicola che sarà presentata ai ragazzi di Giffoni ci sono Antonio Gerardi nel ruolo di Bartuccio, Carolina Crescentini e il giovane esordiente Samuele Aprile nel ruolo di Tommaso. L’opera nasce da un’idea del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ed è stata realizzata dalla sua Fondazione Studi in collaborazione con il Festival. Bartuccio nel 2014 ha denunciato le infiltrazioni mafiose nel suo Comune diventando testimone di giustizia sotto scorta, assieme alla moglie Mariagrazia Squillaci (consulente del lavoro) e ai due figli. A Giffoni c’era anche Squillaci, definita dal marito la “colonna portante” della loro famiglia e della loro storia: «Noi siamo una famiglia molto unita, i ragazzi hanno compreso, io sono con lui in tutto e per tutto e qualsiasi cosa la affrontiamo insieme, nel bene e nel male» dice visibilmente commossa.
Gerardi: «Ai miei tempi ci giravamo dall’altra parte, Bartuccio ci insegna a non farlo»
«Quando ero piccolo a noi ragazzini del Sud insegnavano a farci i fatti nostri, a girarci dall’altro lato quando le situazioni erano scomode. È arrivato il momento di dire ai ragazzi di non accettare più. Le vecchie generazioni, come le mie, sono difficili da cambiare, ma possiamo lavorare sui giovani e il mondo sarà migliore». Lo dice sempre all’Ansa Antonio Gerardi, che nel corto Il quaderno di Tommaso presentato a Giffoni interpreta Antonino Bartuccio. «Questa giornata rappresenta per Giffoni un momento davvero importante – spiega Jacopo Gubitosi, direttore generale di Giffoni -. Celebriamo il risultato di un lungo lavoro portato avanti con la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro durante il quale, grazie al linguaggio cinematografico, abbiamo scelto di trattare una tematica che consideriamo necessaria per il futuro dei nostri ragazzi. Quella di Antonino Bartuccio, esempio di legalità e di senso etico, è una delle dimostrazioni che le cose, apparentemente impossibili, in realtà non lo sono. La sua forza di volontà, il sentimento di amore e rispetto per la sua famiglia e per il suo territorio gli hanno permesso di superare ogni ostacolo. Siamo davvero onorati di aver conosciuto una persona straordinaria, esempio per tutti noi».
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