Corigliano Rossano, condannati per l’estorsione ad un bracciante, assolti dall’accusa di caporalato – NOMI
La vittima, aggredita e minacciata, sarebbe stata costretta a rinunciare a 2.000 euro, corrispettivo delle sue giornate di lavoro
CASTROVILLARI Avrebbero approfittato dello stato di sfruttamento del lavoro nel quale versava la E.J., avrebbero usato nei suoi confronti violenza consistita «nel percuoterlo dapprima con testate ed afferrandogli il collo» e successivamente «nel colpirlo al collo con una forbice graffiandolo, e dunque provocandogli le lesioni». La vittima sarebbe poi stata costretta a rinunciare a 2.000 euro, corrispettivo delle sue giornate di lavoro. E’ una delle accuse mosse nei confronti di due imputati Maatoui Salah Ed Dine e El Khayati Mustapha, condannati dal Tribunale di Castrovillari a 2 anni e due mesi di reclusione. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Luca Fragolino.
I fatti e l’assoluzione
I fatti riconducono a Corigliano Rossano dove, secondo l’accusa, in concorso tra loro, i due imputati avrebbero reclutato ed impiegato manodopera allo scopo di destinarla al lavoro «in condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno». In particolare, l’attività investigativa aveva portato ad ipotizzare la «reiterata corresponsione di retribuzioni difformi dai contratti collettivi nazionali o territoriali e, comunque, sproporzionata rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato a causa della reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro ed ai periodi di riposo, inclusi festivi per i quali non era previsto aumento, nonché la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro». Sia E.J. che altri lavoratori extracomunitari erano «costretti a vivere in un case prive di riscaldamenti e dei beni di prima necessità». Per questo capo d’accusa, i due imputati sono stati assolti.
Il processo
All’esito dell’attività investigativa, il procedimento celebrato dinanzi al tribunale di Castrovillari ha permesso alla parte offesa di riportare in aula i dettagli dei presunti abusi subiti e dello sfruttamento sul luogo di lavoro. La procura ha chiesto giudizio immediato, mentre i legali degli imputati si sono opposti chiedendo il giudizio abbreviato, all’esito del quale il pubblico ministero ha richiesto la condanna dei due imputati, difesi rispettivamente dagli avvocati Giovanni Brandi Cordasco Salmena ed Ettore Zagarese, 4 anni e 2 mesi nei confronti di El Khayati e 3 anni e 10 mesi per Maatoui Salah. Il gip Luca Fragolino ha accolto la prevalenza delle attenuanti della speciale tenuità rispetto alle aggravanti sulla quale l’avvocato Brandi Cordasco ha insistito esplicitandone il dettato costituzionale anche per l’estorsione. La parte offese è stata rappresentata dall’avvocao Daniela Raimondo. (f.benincasa@corrierecal.it)
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