La Camera nega il sequestro delle chat di Delmastro. È polemica
La protesta del M5s
ROMA La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha deciso per il no al sequestro delle chat su richiesta della procura di Roma fra il deputato di FdI ed ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, e Mauro Caroccia a proposito del caso “Bisteccheria d’Italia”. La maggioranza ha votato favorevolmente alla proposta del relatore Pietro Pittalis (FI), contrario il centrosinistra.
Dopo la decisione della Giunta della Camera, i senatori M5s hanno protestato ed esposto cartelli che chiedevano “Fuori le chat”. Seduta sospesa dalla presidente di turno Castellone. La Procura di Roma chiedeva di potere acquisire le chat fra Delmastro e il ristoratore Caroccia, coinvolto in un’ inchiesta per riciclaggio e false intestazioni e ritenuto legato al clan di camorra Senese. Delmastro risultava socio con la figlia di lui in un ristorante.
M5s: «Centrodestra ostacolo a contrasto mafie colletti bianchi»
«Era prevedibile e anche scontato: Andrea Delmastro e la sua maggioranza nella Giunta della Camera hanno alzato lo scudo del potere e bloccato il lavoro della magistratura, come fanno sempre quando c’è da proteggere se stessi e contrastare la ricerca della verità. Si guardano bene dal consentire alla magistratura di smentire la favoletta secondo cui l’ex sottosegretario era inconsapevole di essersi messo in affari con un prestanome del clan Senese e di verificare eventuali altre sue relazioni pericolose. Il centrodestra al governo, sin dal suo insediamento, si prodiga per fare da ostacolo ad un serio contrasto alla mafia dei colletti bianchi, cioè al sistema mafioso di questi anni. La loro azione legislativa ed istituzionale è costantemente finalizzata a creare impermeabilità alle indagini e impunità dei tanti che costruiscono carriere politiche e fortune economiche in collusione con le mafie. È una marcia a ritmo serrato per mettere in salvo quanti più colletti bianchi prima di essere scoperti dalla magistratura: leggi che indeboliscono gli organi di indagine e controllo, delegittimazione degli stessi organi e di ogni autorità indipendente che possa intralciare il governo, abuso e utilizzo a convenienza delle prerogative dei parlamentari per scudare se stessi e fare carne da macello degli avversari politici. Meloni e i suoi la smettano di parlarci di antimafia e di spiegare come si va alla ricerca della verità. Così, giorno dopo giorno uccidono la fiducia della società civile nella politica e nelle istituzioni». Lo affermano i componenti M5S nelle commissioni Antimafia e Giustizia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Michele Gubitosa, Ada Lopreiato, Luigi Nave e Roberto Scarpinato.
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