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nuovo regolamento in arrivo

Affitti brevi, la “stretta” dell’Europa

Più poteri a Regioni e Comuni nelle aree sotto stress abitativo

Pubblicato il: 09/09/2026 – 22:14
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ROMA La Commissione europea apre ufficialmente la strada a nuove regole sugli affitti brevi e alle restrizioni nelle aree dove il mercato immobiliare è considerato particolarmente sotto pressione. Il commissario europeo per la Casa, Dan Jorgensen, ha presentato la proposta di regolamento destinata a creare, per la prima volta, un quadro comune europeo per le locazioni turistiche. Lo riporta “2”Il Sole 24 Ore”. Il punto centrale del provvedimento riguarda la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre limitazioni nelle zone caratterizzate da un elevato livello di stress abitativo. L’obiettivo è consentire alle amministrazioni locali di intervenire sul fenomeno degli affitti brevi quando questo contribuisce a ridurre la disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili per residenti, lavoratori e studenti. La proposta individua nel rapporto tra redditi e prezzi medi delle abitazioni uno degli indicatori principali per stabilire quando un territorio può essere considerato in una situazione di forte pressione abitativa. La soglia fissata è pari a otto: quando il rapporto tra il prezzo medio degli immobili e i redditi raggiunge questo livello, l’area può rientrare tra quelle nelle quali è possibile adottare misure restrittive. La valutazione, però, non si limiterà al dato attuale. Il regolamento prevede infatti anche un’analisi dell’andamento storico del rapporto nell’arco dei dieci anni precedenti e delle prospettive per il futuro, considerando la possibilità che la tendenza possa interrompersi nei tre anni successivi. Nel testo definitivo compare inoltre un elemento nuovo: se il rapporto supera quota dieci, il superamento della soglia sarà considerato da solo sufficiente a giustificare l’introduzione di vincoli. Una volta individuata una situazione di elevato stress abitativo, Regioni e Comuni potranno intervenire sugli affitti brevi. La proposta europea non stabilisce un’unica misura valida per tutti i territori, ma lascia alle amministrazioni un ampio margine di scelta. Le restrizioni potranno quindi assumere forme differenti in base alle caratteristiche del mercato locale. Tra le possibilità figurano il divieto di avviare nuove attività di locazione breve oppure l’introduzione di un numero massimo di immobili destinabili a questo tipo di attività. Il limite potrebbe essere applicato anche a livello di singolo edificio. Un’altra ipotesi è quella di stabilire un numero massimo di notti che ciascun immobile può essere destinato alla locazione turistica durante l’anno. Particolarmente delicata, anche sul piano politico, è poi la possibilità di intervenire direttamente sull’utilizzo o sull’acquisto di immobili destinati agli affitti brevi. La Commissione europea – spiega ancora “Il Sole 24 Ore” – punta soprattutto a fornire una base normativa più solida alle amministrazioni locali che decidono di limitare le locazioni turistiche, evitando che queste misure si scontrino con le regole del mercato unico. Negli ultimi anni, infatti, diversi provvedimenti adottati nelle città italiane ed europee sono stati accompagnati da ricorsi e contestazioni. Anche in Italia il tema ha prodotto un acceso confronto istituzionale: la legge della Toscana sugli affitti brevi è arrivata davanti alla Corte costituzionale dopo un’impugnativa, conclusasi con la conferma della legittimità della normativa regionale. Secondo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenire sull’accessibilità delle abitazioni è ormai una necessità per molti cittadini europei. «Un anno fa ho promesso di affrontare la questione dell’accessibilità delle case. Oggi, facciamo un passo in questa direzione, portando maggiore chiarezza e supporto alle amministrazioni locali», ha dichiarato. Von der Leyen ha sottolineato come la difficoltà di trovare abitazioni a prezzi sostenibili stia creando problemi soprattutto a lavoratori e studenti, spesso costretti a vivere lontano dai luoghi in cui lavorano o studiano. La presentazione della Commissione non rappresenta però la conclusione dell’iter legislativo. La proposta dovrà ora essere esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea, che dovranno confrontarsi sul testo prima dell’approvazione definitiva. La scelta dello strumento legislativo è comunque particolarmente rilevante: il provvedimento avrà la forma di un regolamento europeo. Una volta approvato, sarà quindi direttamente applicabile negli Stati membri, senza la necessità di un recepimento attraverso specifiche leggi nazionali. Si apre così una nuova fase del confronto europeo sugli affitti brevi, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra sviluppo delle locazioni turistiche, funzionamento del mercato unico e diritto dei cittadini a trovare una casa a prezzi sostenibili. (redazione@corrierecal.it)

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