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la tragedia

Palazzo crollato a Messina, si cercano 5 dispersi

Recuperato un corpo. Aperta un’inchiesta per disastro colposo

Pubblicato il: 31/07/2026 – 23:30
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MESSINA Si continua a scavare senza sosta tra le macerie dell’edificio del rione Pistunina di Messina sotto le quali sarebbero sepolti Sara e Rosa Leone, il marito di quest’ultima Santino Magazzù, il domestico cingalese che era con loro, Lhairu Warnakulasuriya e la commessa del bazar cinese che si trovava al primo piano, la messinese Alessandra Frazzica. Per loro resta ancora una remotissima speranza tra chi scava, mentre non c’è più nulla da fare per Carmelo Leone, 71enne e fratello delle due donne: il corpo dell’imprenditore è stato estratto nella tarda mattinata. Sul posto sono al lavoro 60 vigili del fuoco che, spiega il comandante provinciale di Messina, Michele Burgio, non si fermano e “continuano a cercare persone vive”. “C’è l’ipotesi – spiega – che le ricerche si protraggano per giorni e non per ore. Noi continuiamo oggi e domani, speriamo di concludere tra oggi e domani. È una previsione. Noi abbiamo le 36 ore fatidiche nelle quali consideriamo possibile il ritrovamento di persone ancora in vita”. Le condizioni però, ammette Burgio, “non sono facili”. I problemi sono legati anche alla sicurezza nell’area dell’intervento perché sotto le macerie è ancora attivo un incendio provocato dalle batterie che erano nel negozio, e questo fa sì che si accumulino calore e gas infiammabili in assenza di aria. Dunque bisogna muoversi con estrema cautela. Parenti, amici e conoscenti dei dispersi seguono il lavoro dei pompieri nella speranza di avere una risposta positiva sui loro cari. Sul posto sono presenti degli psicologi per dare loro assistenza. A cercare di dare una risposta a cosa sia accaduto all’edificio che aveva delle case al secondo piano, abitate dalle famiglie Leone che avevano realizzato tutta la costruzione, al primo piano dei negozi e un piccolo centro commerciale a piano terra, sarà compito della Procura di Messina. Il capo dell’ufficio, Antonio D’Amato, ha già aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per disastro colposo. A indagare sono carabinieri e i vigili del fuoco. Spetta a quest’ultimi svolgere i primi accertamenti per individuare le cause del crollo. Dopo avere l’escluso un’esplosione per una fuga di gas, l’ipotesi che sembra sempre più prendere corpo è quella del cedimento. “C’è una attività di indagine in corso – commenta il comandante Burgio – e non posso esprimermi anche perché è una primissima valutazione che deve essere ancora consolidata da accertamenti più approfonditi”. Burgio ha detto di “non aver notizie su un’attività di ristrutturazione in corso” al piano terra”, anche se due dei tre feriti non gravi sono degli operai. Per aiutare i lavori dei soccorritori il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha disposto l’invio a Pistunina dei mezzi meccanici impiegati nei cantieri di demolizione delle ex baraccopoli di Messina. A ricordare il momento del crollo è Davide Lambiase, 26 anni, uno dei tre feriti. Era al suo terzo giorno di prova come commesso in un bazar cinese. Ha riportato un trauma cranico minore e diverse contusioni. Era con la sua amica e collega Alessandra, che è tra le persone disperse. “Abbiamo sentito un boato fortissimo – ha detto dal letto dell’ospedale – abbiamo cominciato a correre mano nella mano, poi ci siamo distaccati. Ho creduto di morire. Ai soccorritori ho urlato c’è anche Alessandra.” Messaggi di cordoglio alle vittime e di vicinanza ai feriti e ai soccorritori sono stati espressi da Istituzioni e politica. La premier Giorgia Meloni e il ministro Nello Musumeci “seguono con apprensione le notizie che giungono da Messina”. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa si è detto “”vicino alle famiglie delle persone coinvolte”. “Il mio cordoglio – ha affermato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana – va alla famiglia della vittima e la mia vicinanza a quanti stanno vivendo ore di angoscia”. (Ansa)

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