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Percorsi unificati e interventi più rapidi. Ecco la rete della Regione per le emergenze cardiologiche

I contenuti della Rete “Sindrome coronarica acuta” adottata dalla Giunta. Il documento aggiorna il modello organizzativo regionale e struttura l’offerta dei servizi

Pubblicato il: 31/07/2026 – 16:59
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CATANZARO Un ulteriore passo nella riorganizzazione delle reti tempo-dipendenti. Con una delibera di Giunta adottata nei giorni scorsi la Regione Calabria si è dotata del documento tecnico “Rete SCA – Sindrome Coronarica Acuta“, che aggiorna il modello organizzativo regionale dedicato alla gestione delle emergenze cardiologiche. Il nuovo documento definisce in maniera organica i criteri organizzativi, i percorsi clinico-assistenziali, l’integrazione tra i diversi livelli della rete ospedaliera e territoriale e le modalità di presa in carico dei pazienti colpiti da sindrome coronarica acuta, con l’obiettivo di garantire interventi tempestivi, appropriatezza clinica, uniformità di accesso alle cure e migliori esiti assistenziali. Il documento, elaborato da Azienda Zero nell’ambito della programmazione sanitaria regionale, si inserisce nel percorso già avviato con il Dca 78/2024 sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, dell’emergenza-urgenza e delle reti tempo-dipendenti, aggiornandone i contenuti alla luce delle più recenti linee guida scientifiche europee.

L’obiettivo: ridurre il tempo che separa il paziente dalle cure

Il principio sul quale si fonda l’intero documento è che, nel trattamento dell’infarto miocardico acuto, il tempo rappresenta il principale fattore prognostico. In particolare, per l’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), l’obiettivo prioritario è riaprire il più rapidamente possibile l’arteria coronaria occlusa attraverso l’angioplastica primaria, procedura che ha dimostrato di ridurre mortalità, reinfarto e complicanze rispetto alla trombolisi, purché venga effettuata entro i tempi raccomandati e in centri dotati di elevata esperienza e operativi 24 ore su 24. Il documento ribadisce che: l’angioplastica primaria deve essere eseguita entro 120 minuti dalla diagnosi elettrocardiografica; se tale tempo non è rispettabile, il paziente deve essere sottoposto a trombolisi, salvo controindicazioni; nei pazienti ad alto rischio trattati con trombolisi deve comunque essere disposto l’immediato trasferimento verso un centro di emodinamica per un’eventuale angioplastica di salvataggio. Grande attenzione viene inoltre riservata alla riduzione del cosiddetto Door In-Door Out (DIDO), cioè il tempo trascorso negli ospedali privi di emodinamica prima del trasferimento verso il centro Hub, che dovrà essere contenuto entro 30 minuti. La nuova rete non riguarda esclusivamente i pazienti colpiti da STEMI. Uno degli elementi qualificanti del documento è infatti l’estensione dell’organizzazione anche alle Sindrome Coronariche Acute senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI), pazienti che presentano una mortalità iniziale inferiore ma una prognosi a lungo termine sovrapponibile a quella degli STEMI. Al documento è inoltre allegato uno specifico Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) dedicato ai pazienti NSTEMI, destinato a uniformare i criteri di valutazione e trattamento sull’intero territorio regionale.

L’analisi del fabbisogno regionale

La riorganizzazione della Giunta parte da una dettagliata analisi epidemiologica della popolazione calabrese. Nel 2025, secondo il Sistema informativo sanitario regionale (Sisr), sono stati registrati: 3.635 ricoveri per infarto miocardico acuto (IMA); 1.037 ricoveri STEMI; 2.413 ricoveri NSTEMI; ulteriori 185 ricoveri per altre forme di IMA. A questi si aggiungono i ricoveri effettuati fuori regione in mobilità passiva. Il documento evidenzia un fabbisogno complessivo di 1.121 casi STEMI, pari a 612 pazienti per milione di abitanti, dato leggermente inferiore alle stime epidemiologiche internazionali. Per quanto riguarda invece gli NSTEMI, considerando anche le sindromi coronariche intermedie (angina instabile), il volume raggiunge 3.984 ricoveri, corrispondenti a 2.175 pazienti per milione di abitanti, valore ritenuto coerente con le attese epidemiologiche. L’analisi del documento della Regione prende in esame anche gli interventi di angioplastica coronarica (PTCA/PCI). Nel 2025 le strutture calabresi hanno eseguito complessivamente: 3.741 angioplastiche; 910 PTCA per STEMI; 1.045 PTCA per NSTEMI; 481 procedure per angina instabile. Secondo il documento, il fabbisogno regionale complessivo è stimato in circa 3.848 angioplastiche l’anno, valore sostanzialmente in linea con l’attività registrata.

Sette laboratori di emodinamica per garantire la rete

Il documento stima che, per assicurare standard qualitativi adeguati, la Calabria necessiti di sette laboratori di emodinamica, ciascuno operativo in reperibilità continua 24 ore su 24 e capace di eseguire almeno 400 angioplastiche l’anno, preferibilmente 600, come indicato dai documenti di consenso nazionali. Vengono inoltre fissati gli standard qualitativi: almeno 75-100 angioplastiche annue per ciascun cardiologo emodinamista, di cui almeno 15 primarie; attività H24 delle emodinamiche; mantenimento dei requisiti previsti dal DM 70/2015, tenendo conto delle particolari condizioni geografiche e della viabilità regionale, che rendono necessario garantire presidi anche in aree periferiche per assicurare la tempestività degli interventi.

La rete Hub & Spoke

L’organizzazione – emerge dal documento della Regione sulla Rete Sca – continua ad essere fondata sul modello Hub & Spoke, che integra tutte le strutture coinvolte nell’assistenza cardiologica. Gli obiettivi indicati sono: garantire l’accessibilità alle cure in tempi appropriati su tutto il territorio; assicurare il collegamento tra tutte le strutture attraverso una rete integrata; utilizzare le risorse disponibili secondo criteri di appropriatezza, efficienza e qualità. Il documento specifica inoltre che un centro Hub dovrà garantire comunque l’esecuzione dell’angioplastica primaria anche in assenza temporanea di posti letto, organizzando successivamente il ricovero del paziente nella struttura più idonea della rete.

Il ruolo decisivo del 118

Ampio spazio è dedicato all‘organizzazione del sistema di emergenza territoriale. La maggior parte dei mezzi di soccorso avanzati della Calabria è già dotata della possibilità di trasmettere l’elettrocardiogramma a 12 derivazioni direttamente alle cardiologie competenti, consentendo la diagnosi precoce e l’attivazione immediata del percorso terapeutico. Nel caso di accesso autonomo del paziente a un Pronto soccorso periferico, il documento stabilisce che l’ECG dovrà essere eseguito entro 10 minuti dall’arrivo e trasmesso rapidamente al centro Hub di riferimento, con teleconsulto attraverso la centrale operativa 118.

La rete regionale dell’offerta

L’offerta programmata dalla Regione prevede: 114 posti letto di Unità di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC), di cui 109 nel sistema pubblico; sette strutture pubbliche dotate di emodinamica, con due laboratori presso l’Aou “Renato Dulbecco” di Catanzaro, uno presso l’Ao di Cosenza, uno presso l’ospedale di Castrovillari, uno presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone e due presso l’ASP di Reggio Calabria (Locri e Polistena), oltre al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria; una struttura privata accreditata, il Tirrenia Hospital di Belvedere Marittimo. Per l’Area Centro il documento stabilisce inoltre che i pazienti che arrivano direttamente al Pronto soccorso Hub del presidio Pugliese vengano trattati nell’emodinamica dello stesso ospedale, mentre quelli diagnosticati negli ospedali periferici o dal 118 vengano indirizzati all’Hub disponibile nel rispetto dei tempi previsti per la riperfusione. È inoltre prevista l’attivazione del servizio di emodinamica presso l’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone nell’ambito della nuova programmazione regionale. (a. c.)


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