Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 9:10
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

appalti pubblici

Corruzione, il dossier Anac: boom di affidamenti sotto soglia

Il rapporto – pubblicato dal CorSera – rivela che l’illecito più comune riguarda i bandi su misura

Pubblicato il: 02/08/2026 – 8:27
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

ROMA Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha tracciato il bilancio sulla corruzione negli appalti pubblici in Italia nel rapporto «Corruzione e appalti in Italia: analisi gennaio 2020 – maggio 2026». I dati emersi delineano una geografia precisa del fenomeno: la corruzione coinvolge prevalentemente uomini e imprese di medie e grandi dimensioni, viaggia a una media di due rinvii a giudizio al mese e si concentra in misura maggiore sui funzionari e tecnici comunali rispetto agli organi elettivi. Un ruolo centrale è ricoperto dall’uso estensivo degli affidamenti diretti posizionati subito al di sotto delle soglie di legge.

Prevenzione e procedimenti penali

Come sottolinea la ricostruzione del Corriere della Sera, l’attività dell’Anac si divide tra la prevenzione e il monitoraggio penale. L’Anac ha erogato 5.773 pareri alle amministrazioni pubbliche su 1.687 affidamenti di opere e servizi, per un valore totale superiore ai 2,5 miliardi di euro. A questi si aggiungono 72 misure straordinarie di gestione ex post, pensate per consentire la prosecuzione dei contratti nell’interesse pubblico sotto un regime di legalità controllata.
Tra il 1° gennaio 2020 e il 15 maggio 2026, le comunicazioni inviate alla Guardia di Finanza presso l’Anac conteggiano 141 procedimenti penali istruiti da 100 Procure. Le indagini hanno coinvolto 944 imputati, 490 imprese e 212 stazioni appaltanti, interessando 530 contratti o concessioni per un valore stimato di 2,9 miliardi di euro. Le Procure maggiormente attive sul fronte dei procedimenti risultano quelle di Roma (10 casi), Napoli, Catania e Messina (8 casi ciascuna), Milano e Benevento (7 casi), e Palermo (6 casi).

Mappa geografica della corruzione

In termini assoluti e percentuali sui procedimenti avviati, la Sicilia guida la classifica con il 24% dei procedimenti totali (5,4 casi per milione di abitanti), seguita dalla Campania con il 18% (4,5 casi per milione), la Lombardia con il 10,4% (1,1 casi per milione), il Lazio con il 9,6% (1,6 casi per milione) e la Puglia con l’8,1% (2,6 casi per milione). Si evidenziano anche l’Abruzzo con 4,7 casi per milione, il Piemonte con 1,9 e l’Emilia-Romagna con 1,1. Regioni come Veneto, Sardegna, Basilicata, Marche, Molise e Valle d’Aosta hanno registrato un numero di procedimenti nullo o limitato a un singolo caso.

La soglia degli affidamenti diretti

Il reato più frequente riscontrato nell’indagine non è la corruzione diretta (22%) né la concussione (1%), bensì l’accordo preventivo tra le parti. Nel 28% dei casi si tratta infatti di turbativa d’asta o turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, ovvero l’alterazione dei bandi di gara stilati su misura per un determinato concorrente.

Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x