Primarie, Bonaccini: «Dipende dal consenso di tutti gli alleati»
Il presidente del Partito Democratico, in un’intervista al Corriere della Sera
ROMA «Difenderemo e non lasceremo mai sola l’Ucraina e con essa la sicurezza europea, la linea Vannacci non prevarrà. Ma non sarà certo sul campo di battaglia che si scriverà la pace: per quella serve la politica e serve un’Europa più forte e autorevole di quella che Giorgia Meloni e i sovranisti con le loro politiche stanno paralizzando». Lo afferma Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico, in un’intervista al Corriere della Sera, a proposito dello scontro politico tra Elly Schlein e Giuseppe Conte su Ucraina e primarie. «Vorrei precisare che le primarie non definiscono la politica estera e le alleanze internazionali – evidenzia Bonaccini-. Non è un caso che proprio la Costituzione su queste materie escluda anche il ricorso ai referendum. Ciò detto, sarà tutto il centrosinistra a mettere al centro la via diplomatica». Sulle parole del leader M5s, Bonaccini sostiene che distingue «le uscite agostane dal punto di caduta che sapremo costruire insieme». «Sono uno strumento democratico, se saranno la cosa più utile faremo quelle – dice Bonaccini sulle primarie -. Dipende dalla legge elettorale e dal consenso di tutti gli alleati. L’importante è avere un progetto comune che parli ad un’Italia che sta molto peggio di quattro anni fa». Sulle prossime elezioni e su un centrosinistra in ritardo sui programmi e sulla scelta dei leader, Bonaccini replica «arriveremo pronti. Molti contenuti hanno visto una progressiva convergenza nell’opposizione parlamentare degli ultimi 4 anni. Il resto lo prepareremo in autunno». «Ad una destra che ha reso più povero e meno sicuro il Paese e che oggi tiene in ostaggio il Parlamento sulla legge elettorale, noi contrapporremo proposte che affrontino i problemi degli italiani – conclude Bonaccini – di un Paese in stagnazione che ha bisogno di investire, di una sanità pubblica abbandonata da rimettere al centro, della sicurezza nelle città che richiede più uomini, più mezzi, più vicinanza».
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