«Pronti a colpire le basi Usa in Europa»
Secondo il “Financial Times” l’Iran valuta la possibilità se Trump intensifica la guerra
ROMA Il conflitto tra Iran e Stati Uniti potrebbe allargarsi al di fuori del Medio Oriente. A rivelarlo è il Financial Times, secondo cui Teheran starebbe valutando la possibilità di attaccare obiettivi militari statunitensi in Europa qualora il presidente Donald Trump intensificasse la guerra. “Se gli Stati Uniti dovessero spingersi troppo oltre, l’Iran si difenderà a qualsiasi costo, estendendo la sua azione oltre la regione e colpendo anche l’Europa”, ha affermato una fonte. Gli obiettivi presi in considerazione, stando a fonti vicine alla Repubblica islamica, potrebbero essere la Bulgaria, che il mese scorso ha approvato l’utilizzo della sua base aerea di Bezmer per il rifornimento in volo di aerei statunitensi, o l’isola di Cipro, dove già una base aerea britannica era stata colpita da un drone a marzo. Il quotidiano britannico rivela anche che l’Iran avrebbe valutato separatamente la possibilità di attaccare i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz in caso di escalation. Della strategica via di navigazione è tornato a parlare anche Trump, ribadendo che gli Stati Uniti ne detengono “il completo controllo”. La Nato, tramite un funzionario interpellato da LaPresse, ha assicurato di essere “pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e farà sempre tutto il necessario per difendere tutti gli Alleati”, ricordando episodi recenti che hanno interessato le difese aeree dell’Allanza. “In quattro diverse occasioni, sono stati intercettati con successo missili balistici diretti verso la Turchia dall’Iran”, ha sottolineato il funzionario, “la nostra postura di deterrenza e difesa è solida ed efficace”.Se gli attacchi incrociati tra Iran e Usa non sono finora ripresi, nonostante la tregua di 60 giorni sia ufficialmente scaduta, continuano invece i raid di Israele sulla Striscia di Gaza. Un bombardamento dell’Idf ha preso di mira un centro di polizia a Gaza City, uccidendo almeno 9 persone. Ma è sull’uccisione della piccola Hind Rajab, morta ad appena 5 anni insieme alla sua famiglia nel febbraio 2024 per mano dei soldati israeliani, che l’Idf vuole fare piena luce, annunciando di aver aperto un’indagine che verificherà anche l’uccisione di 15 soccorritori palestinesi, avvenuta nel maggio 2025. Rajab fu uccisa insieme ai suoi familiari mentre cercava di fuggire da Gaza City nel corso di un’offensiva israeliana. Le truppe israeliane aprirono il fuoco contro l’auto che trasportava Hind, quattro suoi cugini, la zia e lo zio. La cugina di Hind, Layan Hamada, 15 anni, chiamò il centro dei paramedici della Mezzaluna Rossa Palestinese, raccontando che un carro armato si stava avvicinando e che i suoi familiari erano stati uccisi. Pochi secondi dopo si udirono altri colpi di arma da fuoco e le urla di Layan cessarono. Hind rimase l’unica sopravvissuta all’interno dell’auto. La Mezzaluna Rossa restò in contatto con lei mentre cercava di ottenere dall’esercito il permesso per soccorrerla. Poi si perse il contatto. Hind, i suoi cinque familiari e due paramedici furono ritrovati morti 12 giorni dopo. Alla sua storia è stato dedicato il film ‘La voce di Hind Rajab’. (LaPresse)
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