Carcere di Locri, Sbarra: «Struttura con molte positività». Alvaro: «Sovraffollamento quasi al 149%»
La visita nell’ambito di “Ristretti in Agosto”. Il sottosegretario richiama il piano da 750 milioni e 10mila nuovi posti entro il 2027. Conti: «Istituto virtuoso e prezioso»
LOCRI Una struttura con «molte positività», capace di garantire attività formative, lavorative e sociali ai detenuti, ma che continua a fare i conti con un problema storico: il sovraffollamento. È il quadro emerso dalla visita alla Casa circondariale di Locri organizzata dalla Camera Penale nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ristretti in Agosto”, promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane – Osservatorio Carcere. Alla visita hanno preso parte, tra gli altri, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, la garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Irma Conti e il presidente della Camera Penale di Locri Antonio Alvaro.
Sbarra: «Molte positività, Locri può essere un esempio»
A tracciare per primo il bilancio della visita è stato Luigi Sbarra. «Abbiamo trovato una struttura caratterizzata da molte positività», ha spiegato il sottosegretario, sottolineando tuttavia come l’istituto sconti «un problema storico ultradecennale» legato al sovraffollamento. Secondo Sbarra, la direzione e il personale hanno comunque messo in campo una serie di interventi per rendere più vivibili le condizioni di detenzione. Nelle celle, ha ricordato, sono presenti frigobar, acqua calda e ventilatori, mentre sul fronte trattamentale vengono portate avanti attività «di profilo culturale e sociale», oltre a percorsi formativi e lavorativi che consentono ai detenuti di impegnare le giornate e possono favorire il reinserimento una volta conclusa la pena. Il sottosegretario ha quindi allargato lo sguardo alla situazione nazionale, ribadendo che il tema delle carceri rappresenta una priorità per il Governo. Ha richiamato il decreto carceri approvato nel 2024, le risorse destinate al reclutamento di nuovi agenti della Polizia penitenziaria e la nomina di un commissario chiamato ad accelerare gli interventi infrastrutturali nel settore dell’edilizia penitenziaria. Sbarra ha ricordato inoltre il piano da 750 milioni di euro, con l’obiettivo di arrivare entro dicembre 2027 alla realizzazione di 10mila nuovi posti detentivi. «La giornata di oggi – ha aggiunto – è stata molto utile e significativa», perché dimostrerebbe come sia possibile organizzare la gestione degli istituti rendendo «sopportabile la pena». Per il sottosegretario, Locri «può essere anche considerato un esempio per quanto riguarda la gestione e l’organizzazione dell’istituto».

Conti: «Un istituto virtuoso e prezioso»
Un giudizio positivo condiviso anche da Irma Conti. La garante nazionale ha definito quello di Locri un istituto «virtuoso e prezioso», soffermandosi sul coordinamento tra le diverse realtà che operano all’interno del carcere e sul contributo crescente del terzo settore. Nel corso della giornata, ha spiegato Conti, l’associazione La Fenice ha portato anche dei ventilatori all’interno della struttura. La garante ha evidenziato soprattutto la presenza di detenuti impegnati in attività lavorative e la prospettiva di un «reinserimento sociale concreto, inclusivo». È proprio questo, secondo Conti, uno degli elementi che rendono virtuoso un istituto penitenziario. Da qui il ringraziamento alla Camera Penale, all’amministrazione e alla Polizia penitenziaria, insieme al richiamo alla necessità di una collaborazione tra istituzioni e associazioni. Una cooperazione che, secondo la garante, rappresenta la strada per affrontare problemi «stratificati negli anni» in un mondo penitenziario «lasciato fin troppo da solo».
Alvaro: «Sovraffollamento quasi al 149%»
È il presidente della Camera Penale di Locri, Antonio Alvaro, a mettere però maggiormente in evidenza le criticità. L’iniziativa nel periodo di agosto, ha spiegato, nasce dalla volontà di verificare direttamente le condizioni dei detenuti proprio nelle settimane più difficili a causa delle alte temperature e di coinvolgere, oltre al Garante, anche un rappresentante del Governo. Alvaro ha richiamato il principio costituzionale secondo cui la pena deve tradursi nella privazione della libertà e non nella lesione della dignità della persona. Locri, ha precisato, rappresenta una realtà migliore rispetto a molti altri istituti italiani: nelle celle sono presenti ventilatori e frigobar, è possibile fare la doccia all’interno e gli ambienti vengono giudicati complessivamente vivibili. Ma resta un dato pesantissimo: il sovraffollamento sarebbe vicino al 149%. Una pressione che comporta anche la presenza di letti a castello disposti su tre livelli, con disagi particolarmente pesanti per i detenuti più anziani. Per Alvaro, dunque, l’esperienza di Locri resta positiva, ma il problema nazionale non può essere ignorato. Il presidente della Camera Penale ha chiesto un maggiore coinvolgimento del Governo e criticato una legislazione che, aumentando il numero dei reati, finirebbe per contribuire al sovraffollamento. «Non dobbiamo soltanto denunciare questi fatti – ha concluso – ma dobbiamo collaborare affinché queste iniziative portino reale beneficio». Perché, se Locri rappresenta un’eccezione positiva, «la situazione carceraria in Italia è veramente grave». (Gi.Cu.)
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