Intimidazioni a Gioia Tauro, la solidarietà a Scarcella e Alessio
Le prese di posizione del mondo politico e istituzionale a seguito dei due episodi intimidatori
GIOIA TAURO Stanno giungendo in queste ore attestati di solidarietà rivolti alla sindaca di Gioia Tauro, Simona Scarcella, e all’ex primo cittadino Aldo Alessio. I messaggi di vicinanza e le prese di posizione del mondo politico e istituzionale arrivano a seguito dei due episodi intimidatori che hanno interessato le abitazioni di entrambi nei giorni scorsi.
«Esprimo a nome di tutto il Partito di Italia del Meridione, la più sincera solidarietà e piena vicinanza al sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, per il gravissimo atto intimidatorio subito, che questa volta ha colpito anche gli affetti più cari. Quando una minaccia arriva a coinvolgere i figli e la famiglia, non siamo più di fronte soltanto a un attacco contro una persona, ma a un tentativo vile di colpire la serenità di chi rappresenta un’istituzione e svolge il proprio ruolo nell’interesse della comunità. A Simona Scarcella, unitamente al vice segretario regionale di Idm e vice sindaco Totò Parrello e al nostro Segretario cittadino Michele Filandro, vogliamo dire che lei non è sola. La Calabria che crede nelle istituzioni, nella legalità e nella libertà di amministrare deve stringersi attorno a chi, nonostante le intimidazioni, sceglie di non arretrare e andare avanti. Ci auguriamo che lo Stato sappia dare una risposta ferma e tempestiva e che i responsabili vengano individuati. La paura non può diventare lo strumento con cui qualcuno pretende di condizionare l’azione amministrativa. A nome mio e di tutta Italia del Meridione, rinnovo a Simona Scarcella e alla sua famiglia tutta la nostra vicinanza», è quanto afferma Emilio De Bartolo, segretario regionale Italia del Meridione.
La Commissione regionale contro il fenomeno della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa esprime “la propria piena e convinta vicinanza al sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, a seguito dell’ennesimo atto intimidatorio ai suoi danni. Si tratta – si legge in una nota – di un episodio grave, che colpisce non soltanto una persona e un’amministratrice impegnata quotidianamente al servizio della propria comunità, ma anche gli affetti familiari. Un atto meschino. Il fenomeno delle minacce e delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali rappresenta una questione sempre più rilevante e preoccupante. A farne le spese sono soprattutto coloro che, nei territori più vulnerabili, scelgono di assumersi la responsabilità delle istituzioni e di affrontare problemi complessi senza arretrare di fronte a pressioni e condizionamenti. Gioia Tauro è uno di quei territori nei quali la sfida della legalità coincide con una straordinaria opportunità di sviluppo. La città e l’area della Piana possiedono un potenziale economico enorme, legato alla posizione strategica, alle infrastrutture e alla centralità del porto, come dimostrato anche dall’interesse e dalle prospettive di investimento manifestate da importanti realtà internazionali. La Commissione ritiene pertanto fondamentale che, davanti a episodi di questo genere, le istituzioni sappiano fare quadrato e che agli amministratori locali non venga lasciato il peso della solitudine. La risposta deve essere corale. Al sindaco Simona Scarcella rivolgiamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno, nella consapevolezza che continuare ad amministrare con determinazione, trasparenza e rispetto delle regole rappresenta già una risposta forte a chi vorrebbe intimidire le istituzioni e impedire il cambiamento”.
La CGIL Area Metropolitana di Reggio Calabria, esprime “piena e convinta vicinanza ad Aldo Alessio e alla sua famiglia per il grave atto intimidatorio subito nella sua abitazione. Un gesto che colpisce una persona, prova a colpire la serenità di una famiglia e, a mettere in discussione la sicurezza di una comunità. Confidiamo, pertanto, nel lavoro delle Forze dell’Ordine e della Magistratura perché sull’accaduto venga fatta piena luce così che i responsabili vengano individuati. Di fronte a episodi come questo sentiamo che non è sufficiente affidare alla solidarietà, per quanto sincera e doverosa, la nostra reazione. In momenti come questi le parole sono importanti, ma acquistano un significato vero soltanto quando sono accompagnate da comportamenti coerenti, da una presenza concreta e dalla capacità di non lasciare sole le persone che, per le loro scelte e per il ruolo che ricoprono, diventano bersaglio di intimidazioni. È nella quotidianità, nelle scelte che compiamo che la solidarietà può trasformarsi in prossimità e la vicinanza in un autentico presidio di legalità, così da costruire una vera cultura della legalità, tanto più necessaria in un territorio come la Piana di Gioia Tauro, dove la criminalità non mira soltanto a condizionare l’economia, ma anche a influenzare comportamenti e scelte, alimentando la paura e facendo credere che esporsi, prendere posizione, restare fedeli ai propri valori sia sconveniente o addirittura pericoloso. È proprio contro questa cultura della rassegnazione e del silenzio che occorre reagire, riaffermando ogni giorno la libertà di essere e di agire. Per questo pensiamo ad Aldo Alessio e pensiamo anche a Patrizia Rodi Morabito, colpita ripetutamente nella sua attività imprenditoriale.
Non vogliamo sovrapporre storie e responsabilità diverse. Aldo e Patrizia hanno percorsi differenti e svolgono ruoli diversi. Ma c’è un elemento che li accomuna e che ci interessa sottolineare: entrambi, nei rispettivi ambiti, rappresentano la possibilità di scegliere, di esporsi, di assumersi responsabilità e di continuare a fare la propria parte senza piegarsi alla paura. Quando vengono colpite persone che scelgono di non piegarsi, la risposta non può esaurirsi nella solidarietà del giorno dopo. È necessario che quella preoccupazione diventi iniziativa concreta e che chi rappresenta la parte sana e operosa della Piana possa essere ascoltato prima che si verifichi un nuovo episodio. Per questo torniamo a rivolgerci al Prefetto di Reggio Calabria, chiedendo l’attivazione di un Tavolo permanente per la Legalità e lo Sviluppo della Piana di Gioia Tauro, capace di mettere in relazione istituzioni, Forze dell’Ordine e rappresentanze del mondo del lavoro, dell’impresa e della società civile. L’obiettivo non può essere soltanto quello di affrontare le emergenze, ma di costruire le condizioni perché questo territorio sia più forte e meno esposto al condizionamento criminale. Sicurezza e sviluppo sono infatti strettamente legati: contrastare la ’ndrangheta significa anche difendere il lavoro regolare, sostenere le imprese sane, creare opportunità e garantire alle persone la libertà di costruire il proprio futuro senza dover sottostare a ricatti o condizionamenti. È su questo terreno che la CGIL continuerà a fare la propria parte, con la consapevolezza che la legalità non ha bisogno di passerelle, ma di presenza, coerenza e responsabilità quotidiana. In un territorio sottoposto alla pressione criminale, la credibilità passa anche dalla coerenza dei comportamenti e dalla trasparenza con cui ciascuno esercita il proprio ruolo, a maggior ragione quando si rappresentano istituzioni, organizzazioni sociali, imprese o comunità. È una responsabilità che riguarda tutti e che diventa ancora più importante quando qualcuno viene colpito proprio per le proprie scelte e per la libertà con cui ha deciso di svolgere il proprio compito. Per questo ad Aldo Alessio e alla sua famiglia rinnoviamo la nostra vicinanza, con la consapevolezza che la risposta a quanto accaduto debba essere collettiva e concreta. La Piana di Gioia Tauro ha energie, competenze e risorse sociali che devono essere messe nelle condizioni di esprimersi pienamente, senza che la paura o il condizionamento criminale possano limitarne la libertà. È anche su questo terreno che istituzioni e società civile sono chiamate a fare la propria parte”.
