La partita per il dopo-Tajani: l’asse Zangrillo-Occhiuto
Le mosse del ministro in Forza Italia e il suo viaggio in Calabria
La sfida interna a Forza Italia sembra ormai andare oltre le semplici tensioni personali e investire direttamente il futuro della leadership del partito. È questo il quadro delineato da Ilario Lombardo in un retroscena, a firma di Ilario Lombardo, pubblicato oggi da La Stampa, che racconta le mosse di Paolo Zangrillo, il rapporto con il governatore calabrese Roberto Occhiuto e il ruolo che potrebbe assumere Marina Berlusconi nella prossima fase degli azzurri.
Il ministro della Pubblica amministrazione ha trascorso alcuni giorni in Calabria, dove ha incontrato Occhiuto. Un’occasione per parlare delle suppletive di Reggio Calabria, delle elezioni politiche del 2027 e, soprattutto, degli equilibri interni a Forza Italia.
Zangrillo sfida Tajani
Il passaggio più significativo riguarda proprio Zangrillo. Dopo mesi trascorsi ai margini delle principali turbolenze interne, il ministro ha iniziato a manifestare pubblicamente il proprio dissenso nei confronti del segretario Antonio Tajani.
Lo scontro è partito dalla sburocratizzazione. Tajani ha indicato nuove rivoluzioni sul fronte della Pubblica amministrazione, mentre Zangrillo, in un’intervista al Foglio, ha replicato ricordando il lavoro già svolto dal ministero che guida. Dietro la polemica tecnica, però, secondo Lombardo si nasconde una questione molto più ampia: la leadership di Forza Italia. Zangrillo non sembra intenzionato a fare marcia indietro. Al contrario, sostiene che aiutare il segretario significhi anche dirgli con franchezza ciò che non funziona. Alla domanda sulla possibilità di candidarsi alla segreteria nazionale, inoltre, non avrebbe escluso l’ipotesi. È un segnale politico importante: il ministro non dichiara apertamente guerra a Tajani, ma lascia che attorno al proprio nome inizi a prendere forma un’alternativa.
Occhiuto possibile ago della bilancia
Molto dipenderà da Roberto Occhiuto. Il governatore calabrese, come evidenziato dalla Stampa, è tra gli esponenti di Forza Italia che hanno espresso critiche alla gestione di Tajani e ha costruito un rapporto politico stretto con Zangrillo. Una sua eventuale candidatura contro Tajani cambierebbe gli equilibri della sfida. Ma anche un suo sostegno a Zangrillo potrebbe trasformare l’attuale ipotesi in un vero progetto politico. Sul fronte piemontese, invece, Zangrillo potrebbe incontrare qualche difficoltà: secondo La Stampa, non ci sarebbe piena sintonia con Alberto Cirio, vicesegretario nazionale di FI. A complicare ulteriormente il quadro c’è il rapporto tra Zangrillo e Marina Berlusconi. Secondo il retroscena, i due si sentono frequentemente e la presidente di Fininvest ne apprezzerebbe il profilo e la personalità. Questo non significa che Marina abbia già scelto il successore di Tajani. Anzi, a quest’ultimo sarebbe arrivata la rassicurazione che non sarebbe in corso alcun “casting” interno. La partita potrebbe essere quindi rinviata a dopo le elezioni. Tajani avrebbe voluto un congresso nazionale all’inizio del 2027 per rafforzare la propria posizione, ma il progetto sarebbe stato di fatto congelato.
La vera partita: le candidature
Uno dei nodi principali, scrive sempre La Stampa, riguarda la composizione delle liste elettorali. Secondo quanto riferisce Lombardo, alcuni esponenti vicini a Marina Berlusconi vorrebbero limitare a un terzo la quota di candidati indicata direttamente dal segretario, lasciando il resto all’influenza della famiglia Berlusconi e dei parlamentari più vicini. In questo schema assume particolare rilievo Fabio Roscioli, avvocato della famiglia Berlusconi e tesoriere di Forza Italia. La sua candidatura alle suppletive di Reggio Calabria, per il seggio lasciato vacante da Francesco Cannizzaro, potrebbe rafforzarne il futuro ruolo nella scelta delle liste. Una prospettiva che, secondo la Stampa, non sarebbe gradita a Tajani.
Reggio Calabria diventa un test
La competizione di Reggio Calabria assume così un significato nazionale. Il centrodestra sembrava favorito, ma la candidatura di Roberto Vannacci con Futuro Nazionale ha modificato lo scenario. Vannacci ha schierato Domenico Giannetta, ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, trasformando il voto in un confronto anche sulla capacità della destra di mantenere compatto il proprio elettorato. Le suppletive potrebbero quindi diventare un primo test in vista delle politiche del 2027 e della capacità di Vannacci di sottrarre consenso ai partiti tradizionali del centrodestra. (redazione@corrierecal.it)
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