Ryanair taglia i voli e avverte: «Biglietti più cari se il petrolio resta così»
La compagnia riduce da 216 a 214 milioni l’obiettivo annuale di passeggeri
Ryanair mette mano alla programmazione invernale e lancia un avvertimento destinato a pesare sulle tasche dei viaggiatori europei: se il prezzo del petrolio resterà sugli attuali livelli, le tariffe dei voli a corto raggio potrebbero aumentare sensibilmente nel 2027. La compagnia irlandese ha annunciato oggi, 2 settembre, di aver ridotto il proprio obiettivo di traffico per l’esercizio finanziario 2027 da 216 a 214 milioni di passeggeri, proprio per limitare l’esposizione ai costi del carburante durante la stagione invernale, tradizionalmente meno redditizia.
Il carburante vola a 140 dollari
A preoccupare Ryanair è soprattutto il prezzo del jet fuel, che secondo i dati forniti dalla stessa compagnia viene attualmente scambiato a circa 140 dollari al barile. Il vettore è comunque protetto per buona parte dei propri consumi: circa l’80% del carburante necessario fino a marzo 2027 è stato acquistato attraverso coperture finanziarie a un prezzo vicino ai 67 dollari al barile. Ma proprio per ridurre l’impatto della quota rimasta scoperta, Ryanair ha deciso di intervenire sulla capacità prevista tra novembre e marzo, periodo nel quale il traffico dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno. Il taglio una tantum della programmazione invernale dovrebbe consentire alla compagnia di ridurre le perdite tra 70 e 100 milioni di euro, a seconda dell’andamento delle tariffe e della domanda dei passeggeri.
L’allarme sulle tariffe
È però il passaggio relativo ai prossimi mesi a interessare maggiormente i viaggiatori. Se gli elevati prezzi del petrolio dovessero proseguire fino all’estate 2027, secondo Ryanair le tariffe dei voli europei a corto raggio aumenterebbero in maniera significativa, proprio per trasferire almeno parte dei maggiori costi del carburante sui biglietti. Uno scenario che potrebbe mettere in difficoltà soprattutto le compagnie meno protette dalle oscillazioni del petrolio. Ryanair arriva infatti a sostenere che alcuni concorrenti potrebbero avere difficoltà a mantenere l’attuale capacità o persino a «sopravvivere» alla prossima stagione invernale.
Ad agosto 22,2 milioni di passeggeri
La revisione delle stime arriva nonostante numeri ancora in crescita. Nel solo mese di agosto Ryanair ha trasportato 22,2 milioni di passeggeri, il 6% in più rispetto ai 21 milioni dello stesso mese del 2025, con un coefficiente di riempimento degli aerei stabile al 96%. La compagnia ha effettuato oltre 120.500 voli, mentre più di 400 sono stati cancellati a causa delle eruzioni dell’Etna. Su base annua mobile, i passeggeri hanno raggiunto quota 214,4 milioni, in aumento del 5%. Per il periodo estivo tra aprile e ottobre, intanto, Ryanair continua a prevedere una crescita superiore al 5%, fino a circa 145 milioni di passeggeri. Ma sull’inverno incombe ormai l’incognita carburante. E, se la crisi dei prezzi dovesse proseguire, il conto rischia di arrivare direttamente sul prezzo dei biglietti.
