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l’allarme

Xylella, la Calabria trema. Statti: «Speravamo non arrivasse»

Il presidente di Confagricoltura Calabria: «Siamo convinti che si riuscirà a contenerla mettendo in atto tutte le misure necessarie»

Pubblicato il: 03/09/2026 – 11:03
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CATANZARO A renderlo noto è stato lo stesso assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo e la notizia è, d’altro canto, di quelle pesanti. La Xylella è arrivata in Calabria. I primi casi del batterio – sottospecie pauca – che negli ultimi anni ha devastato una parte consistente del patrimonio olivicolo pugliese sono stati individuati nel Reggino, nel territorio di Taurianova. In un video pubblicato sui social l’assessore Gallo ha parlato apertamente di un «inizio di epidemia di Xylella fastidiosa». «Una notizia – ha detto Gallo – che non avrei mai voluto darvi. Al momento sarebbero poche le piante risultate positive. Il decreto adottato dalla regione delimita le piante infette, le aree interessate e la relativa zona cuscinetto. Quest’ultima coinvolge territori dei comuni di Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio.

La Xylella in Puglia e l’allarme in Calabria

Da quando, nel 2013, il batterio Xylella fastidiosa fu individuato per la prima volta tra gli ulivi del Salento, il paesaggio pugliese è cambiato in modo forse irreversibile: milioni di piante secolari sono morte, interi comprensori agricoli hanno perso valore, un pezzo dell’economia regionale si è fermato. In 13 anni si stima siano stati colpiti oltre 20 milioni di ulivi e di circa 8.000 km² di territorio pugliese, tre le sottospecie individuate: Pauca, Fastidiosa e Multiplex. Molte cose sono cambiate, ma in Puglia è ancora piena emergenza con tecniche agronomiche ed interventi che hanno rallentato l’avanzamento della patologia. A preoccupare è il fatto che la Xylella non riguarda più soltanto l’olivo. In provincia di Bari, ad esempio, sono state riscontrate infezioni anche su mandorlo e vite. L’allarme lanciato e la preoccupazione manifestata dal Dipartimento agricoltura sono, dunque, quanto mai opportuni essendo la Calabria, dopo la Puglia, la seconda regione olivicola italiana.

La preoccupazione di Alberto Statti

«Speravamo non arrivasse in Calabria, abbiamo fatto di tutto per evitare che accadesse. Dobbiamo gestirla con la massima serietà, facendo anche tesoro delle esperienze fatte negli anni precedenti in altre regioni», sottolinea il presidente di Confagricoltura Calabria Alberto Statti al Corriere della Calabria. «Confidiamo tantissimo nell’azione della Regione che ha dimostrato grande sensibilità anche per questa problematica. Siamo convinti che si riuscirà a contenerla mettendo in atto tutte le misure necessarie in casi del genere. La nostra disponibilità è totale», precisa Statti. «Come Confagricoltura siamo al loro fianco e condivideremo tutti i percorsi necessari, mettendo in atto le strategie utili a contenere il problema». L’assessore Gallo ha anticipato l’organizzazione di un evento dedicato all’olio, ma poi soprattutto un incontro nazionale. «C’è una pagina drammatica dovuta alle crisi di mercato che stiamo affrontando, l’area calabrese con una produzione primaria non sta vivendo momenti felici. Quest’ulteriore notizia ci preoccupa, ma siamo convinti che riusciremo a venirne fuori come abbiamo sempre fatto». (d.m.)

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