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Gli anni della serie A

«Al Granillo erano tutti abbonati, lo stadio era sempre pieno»: Pavarini e il ricordo della Reggina

L’ex portiere amaranto torna con la memoria alle sue due stagioni di serie A a Reggio Calabria: «La gente riversava quotidianamente la propria passione nella squadra, è stato fantastico»

Pubblicato il: 06/09/2026 – 8:00
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REGGIO CALABRIA Il ricordo della Reggina passa anche da quello stadio pieno ogni domenica. Nicola Pavarini, che in amaranto ha giocato per due stagioni in Serie A, è tornato a parlare della sua esperienza a Reggio Calabria in una lunga intervista rilasciata a Doppiopasso Podcast. E tra i ricordi dell’ex portiere c’è soprattutto il rapporto quotidiano con la città e con i tifosi.
«Al Sud le relazioni e il coinvolgimento della gente erano quotidiani – ha raccontato Pavarini –. La quotidianità ti portava sempre a vivere le passioni che la gente riversa nella squadra». Poi il ricordo del Granillo: «Alla Reggina c’era tutto lo stadio abbonato, lì nessuno ti chiedeva un biglietto perché erano tutti abbonati, il Granillo era sempre pieno. È stato fantastico».
Parole che raccontano bene il clima che si respirava attorno alla Reggina negli anni della Serie A. Per un calciatore, vivere quotidianamente il rapporto con una tifoseria così presente significava sentire la città addosso anche lontano dal campo.
Pavarini arrivò a Reggio Calabria nell’estate del 2004, seguendo Walter Mazzarri, già suo allenatore al Livorno. Esordì con la maglia amaranto il 12 settembre, nella gara contro l’Udinese, e durante quella stagione si alternò tra i pali con Salvatore Soviero, collezionando 23 presenze.


Nell’annata successiva partì come vice di Ivan Pelizzoli, ma trovò comunque spazio in 19 partite. La stagione si interruppe dopo un grave infortunio al volto rimediato nello scontro con Pinga del Treviso.
Oggi Pavarini ha 52 anni e alle spalle una carriera che lo ha portato a vestire, tra le altre, le maglie di Parma, Siena, Lecce, Livorno, Cesena e Brescia. Ma quando torna sul periodo vissuto a Reggio Calabria, il pensiero va ancora a quel Granillo pieno e al rapporto con una città che viveva la Reggina ogni giorno. Una sensazione che la piazza spera di tornare a provare presto. (redazione@corrierecal.it)

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