La strada di Luigi Marra, dalla Sila al vertice dell’off-road italiano
Una passione nata tra i boschi della Sila e cresciuta fino a conquistare la fiducia di piloti e appassionati in tutta Italia
COSENZA “Chi vive in Calabria”, cantava Rino Gaetano, che portava con sé i ricordi dell’infanzia: il sole, il sale, il blu del cielo, “il verde bruciato” delle piane magnogreche “magari sul tardi”, “i fichi d’India e le spine dei cardi”, le strade di fianco ai campi della marina crotonese. Può darsi che Sergio Cammariere, in un suo brano, alludesse all’amore nostalgico per le origini: il porto, le navi senza rumore dentro uno spazio di silenzio e indefinito, forse all’ingresso di Crotone.
La Calabria è amara e ricca nello stesso tempo, terra di fatica e d’ingegno, contrasti e poesia, disordine e umanità, ostacoli e inventiva. È una palestra di vita, per noi che la osserviamo dall’interno e la riteniamo più ostile e materna delle altre regioni. Spesso la raccontiamo attraverso le criticità del territorio, con l’abitudine a considerare l’isolamento come una condanna e la permanenza nei luoghi d’origine quale rinuncia.
Ma vi sono storie che suggeriscono una lettura diversa, e non è la prima volta che le raccontiamo sul Corriere della Calabria. Si tratta di storie nate lontano dai distretti industriali del Nord, dai grandi mercati e dalle aree servite da collegamenti veloci cantati dal Parto delle nuvole pesanti. Tra queste c’è la storia di Luigi Marra, imprenditore di San Giovanni in Fiore che, partendo dal cuore della Sila, è diventato un riferimento nazionale nel settore dell’allestimento tecnico dei fuoristrada. Giovane, dinamico, sguardo intelligente e sorriso fisso, da anni Marra si occupa di meccanica, in particolare di allestimento e trasformazione tecnica dei veicoli destinati all’impiego gravoso: fuoristrada preparati per affrontare fango, pietraie, pendenze, guadi e percorsi per i quali occorre potenza, equilibrio, resistenza e affidabilità. Verricelli, paraurti rinforzati, snorkel, sospensioni e assetti speciali sono componenti del suo lavoro, che necessita di competenza meccanica, conoscenza delle caratteristiche dei veicoli e capacità di prevederne il comportamento nelle condizioni più difficili.
Nel linguaggio degli appassionati, questo mondo si chiama “off-road” e ha regole, tecniche, competizioni di richiamo, associazioni con tanti iscritti e una cultura fatta di amore per i motori e conoscenza del territorio. Tra le sue espressioni agonistiche figura il Trial 4×4, disciplina nella quale i mezzi affrontano tracciati impervi e ostacoli naturali o artificiali. Il risultato in gara dipende dall’abilità del pilota e dalle qualità tecniche del veicolo: trazione, assetto, altezza da terra, distribuzione dei pesi e capacità di superare passaggi difficili.
Marra si è formato sul campo, attraverso uno studio continuo della materia. Coltivata sin da ragazzo, la sua passione per i motori si è trasformata nel tempo in un mestiere altamente specializzato. Ha approfondito il funzionamento dei mezzi, le sollecitazioni prodotte dai terreni estremi, le compatibilità tra componenti e le soluzioni adatte ai diversi utilizzi. In officina ha coniugato l’esperienza alla precisione. È un campo in cui gli interventi tecnici vanno eseguiti con una visione d’insieme, perché la modifica di una parte può cambiare l’equilibrio del mezzo, sottoporre altri organi a uno sforzo maggiore e influenzare la guida.
Questo sapere ha viaggiato ben oltre i confini della Sila. A San Giovanni in Fiore arrivano clienti da numerose regioni italiane, comprese le isole. Alcuni affrontano centinaia di chilometri per affidargli il proprio veicolo. Lo scelgono per la preparazione tecnica, per la serietà dimostrata nel tempo e per la conoscenza di un settore nel quale l’improvvisazione è bandita. Il passaparola tra gli appassionati ha ampliato nel tempo la sua reputazione, fino a renderlo un riferimento conosciuto nel panorama italiano dell’off-road.
La sua esperienza è apprezzata anche negli ambienti legati al Trial 4×4, sia nelle competizioni regionali che nel campionato nazionale. Con “I Falchi della Sila 4×4”, associazione inserita nel Settore nazionale fuoristrada Asi 4×4, Marra partecipa a una comunità di piloti, tecnici e appassionati. In questo ambiente, la preparazione del mezzo è fondamentale per l’esito della gara. Alla base ci sono ore di osservazione, prove, correzioni e un lavoro manuale da artigiano.
Il legame di Marra con San Giovanni in Fiore ha un significato particolare
La montagna, con le sue strade, i boschi, la neve, il fango e i dislivelli è un ambiente naturale per capire come modificare i veicoli. La Sila è così parte della sua formazione professionale, perché lo abitua a riconoscere la consistenza del fondo, a valutare una pendenza, a capire come reagiscono le ruote, le sospensioni e il motore.
Marra avrebbe potuto considerare un limite la collocazione geografica della sua attività. Ha scelto invece di farne una risorsa. Opera in una città interna e da lì dialoga con una rete nazionale. Le distanze e i trasporti rappresentano una difficoltà evidente. Tuttavia, Marra è riuscito a portare a San Giovanni in Fiore clienti da ogni parte d’Italia. Ormai è un leader, nonostante la sua umiltà.
C’è un tratto profondamente calabrese in questa vicenda. La capacità di trovare una soluzione con i mezzi disponibili è un tratto della gente della Calabria. Nel caso di Marra, quell’attitudine ha incontrato lo studio, la disciplina del lavoro e una passione coltivata giorno per giorno. L’ingegno, l’officina, la conoscenza, il salto di qualità. L’origine montana di questo ragazzo è stata determinante. La sua storia racconta anche una Calabria diversa, lontana dalla solita vulgata, attrattiva e con professionalità di primo piano. Da San Giovanni in Fiore, Luigi Marra ha costruito negli anni una strada professionale che congiunge il centro silano con luoghi di tutta l’Italia. È una strada montana, che abitua a vincere. (redazione@corrierecal.it)
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