Dalla desertificazione territoriale al Pnrr, come cambia la sanità cosentina
Presidi territoriali, case e ospedali di comunità: nel Cosentino oltre 81 milioni di euro di investimenti e 1.093 professionisti coinvolti
COSENZA Il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, lo definisce «un cambiamento di rotta della Regione Calabria». Il riferimento è al potenziamento della rete sanitaria territoriale e agli interventi finanziati nell’ambito del Pnrr, annunciati dall’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Sul fronte del personale, in una relazione sintetica, sono 591 le unità assunte. Nel dettaglio, si tratta di 18 fisioterapisti, 20 operatori cup, 14 operatori (centrale operativa territoriale), 31 assistenti sociali, 198 medici di continuità assistenziale, 127 infermieri destinati alle case di comunità, 56 infermieri agli ospedali di comunità, 89 Oss nelle Case e 38 Oss negli ospedali di comunità. A queste figure si aggiunge il coinvolgimento di 502 medici di medicina generale, portando il totale indicato nel documento a 1.093 professionisti. Un dato significativo, se letto insieme alla trasformazione della rete territoriale prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
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La nuova rete territoriale in cifre
«Una moderna organizzazione sanitaria deve assegnare al territorio e ai servizi territoriali sanitari e sociosanitari un ruolo preminente nella efficiente gestione della domanda di salute dei pazienti cronici e con multicronicità, riservando alle interazioni con le strutture ospedaliere, spoke ed hub, la gestione delle acuzie, dei livelli complessi internistici e chirurgici». Il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, proponeva (nel 2023, ndr) una visione decisamente “ospedale centrica” pensando alle reti ed ai percorsi della futura rete sanitaria regionale. Una risposta alla “desertificazione” della medicina del territorio, tanto per citare Rubens Curia, portavoce di “Comunità Competente”.
La provincia di Cosenza ha ottenuto performance rilevanti. Tenendo conto dei numeri, «ha messo a terra più compendi immobiliari rispetto alle altre province, soprattutto per quanto riguarda i servizi che saranno offerti», ha sostenuto – ai nostri microfoni – l’assessore regionale al Bilancio Marcello Minenna. La programmazione iniziale nella provincia bruzia prevedeva la realizzazione di 21 case di comunità, 6 ospedali di Comunità e 7 centralioperative territoriali. La rimodulazione prevede, invece, la realizzazione – come annunciato dal commissario De Salazar – di 26 case di comunità e 9 ospedali di comuità.
Le quattro linee di intervento
Particolarmente rilevante è il quadro economico. Il finanziamento complessivo ammonta ad oltre 81 milioni di euro, suddiviso in quattro linee di intervento. La voce più consistente riguarda le case della comunità, con un finanziamento complessivo di 47.467.667,06 euro. Seguono gli ospedali di comunità, ai quali risultano destinati 26.152.852 euro, mentre alla linea “Verso un Ospedale Sicuro e Sostenibile” vengono ricondotti 6.497.389,65 euro. Alle centrali operative territoriali sono attribuiti 1.244.686,34 euro. La somma delle quattro voci porta al totale di 81 milioni e 362 mila euro circa.
I dati fotografano, dunque, una fase di profonda trasformazione della sanità cosentina: da una parte l’imponente programma di investimenti destinato alla rete territoriale, dall’altra l’incremento del personale necessario a rendere operative le nuove strutture. (f.benincasa@corrierecal.it)
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