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Città unica, nuovo ospedale e periferie, Locanto rompe il silenzio: «La Cosenza del futuro si costruisce oggi»

La vicesindaca di Cosenza e presidente dell’Assemblea regionale del Pd della Calabria: «Cosenza non si rassegna al ruolo di periferia»

Pubblicato il: 11/09/2026 – 11:05
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COSENZA Maria Locanto, vice sindaca di Cosenza, rompe il silenzio. E lo fa dopo settimane dalla richiesta esplicita della sua defenestrazione avanzata da parte di alcuni consiglieri comunali del Pd. Lei, presidente dell’Assemblea regionale del Pd della Calabria ha preferito non rispondere, tornando oggi a discutere dei temi di estrema attualità che riguardano il presente e il futuro della città dei bruzi. «Nel 2024 sostenni con convinzione che il Partito Democratico dovesse essere uno dei grandi motori democratici e popolari del percorso verso la Città unica. Lo feci immaginando Cosenza, Rende e Castrolibero non semplicemente come tre Comuni da sommare amministrativamente, ma come un’unica grande comunità urbana capace di competere, attrarre investimenti, migliorare i servizi e costruire una prospettiva di sviluppo più ambiziosa. A distanza di due anni, quella convinzione non è venuta meno. Naturalmente, nel frattempo, c’è stato il referendum del 1° dicembre 2024. Il risultato complessivo fu contrario alla fusione, con il 58,23% dei voti per il “no”, mentre nella città di Cosenza, sia pure con una bassa affluenza alle urne, il “sì” raggiunse, comunque, quasi il 70. È un dato politico che va rispettato e compreso e ci consegna la responsabilità di immaginare una grande area urbana che deve nascere non soltanto attraverso una legge o modificando dei confini sulla carta né attraverso un atto di imperio di una maggioranza consiliare ma deve essere costruita prima di tutto nei fatti. Deve nascere attraverso servizi comuni, infrastrutture, mobilità, università, sanità, politiche urbanistiche coordinate e una visione capace di superare quei campanilismi che ancora troppo spesso impediscono a questo territorio di ragionare come un’unica grande realtà. Dietro un nome deve esserci un progetto reale di città: trasporti, infrastrutture, servizi, sviluppo sostenibile, qualità della vita»

Il “nuovo” ospedale

La riflessione «si intreccia inevitabilmente con una delle questioni più importanti per il futuro dell’intera provincia: la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza. E guardando alla prospettiva dell’area urbana Vaglio Lise appare oggi la scelta più funzionale e strategica. Nessuna contrapposizione tra Cosenza e Rende. Semmai il contrario. Un grande Hub sanitario collocato a Vaglio Lise avrebbe una vocazione naturalmente sovracomunale. La posizione è centrale rispetto al cuore dell’area urbana, dispone degli spazi necessari ed è inserita in un sistema di collegamenti che può renderla facilmente raggiungibile non soltanto da Cosenza e Rende, ma dall’intera provincia. È una scelta che, se accompagnata da una seria pianificazione infrastrutturale, può contribuire a saldare materialmente territori che già oggi vivono quotidianamente come un’unica comunità. Il nuovo ospedale diventerebbe così non soltanto un presidio sanitario d’eccellenza, ma una delle infrastrutture fondative della futura grande area urbana. La posizione sostenuta dall’Amministrazione comunale è il risultato di una visione urbanistica precisa e di valutazioni che già negli anni scorsi individuavano nell’area di Vaglio Lise un punto strategico per accessibilità, dimensioni e capacità di trasformazione urbana. Oggi il confronto sulla localizzazione è ancora aperto e sarà anche oggetto del giudizio amministrativo promosso dal Comune, con udienza dinanzi al Tar fissata al 15 dicembre prossimo. Senza voler sovrapporre il piano politico a quello giudiziario, credo però sia giusto ribadire con chiarezza quale idea di città sosteniamo», sostiene Locanto.

Vaglio Lise e il tema dell periferie

«Realizzare a Vaglio Lise una delle più importanti infrastrutture pubbliche della Calabria significherebbe ridisegnare e rigenerare un’intera porzione della città, creare nuove connessioni, servizi e opportunità e restituire centralità a un’area troppo a lungo percepita come marginale; sagomando una città policentrica, autenticamente inclusiva, che valorizza e fortifica la sua complessa pluralità, immediatamente prodromica alla città unica. Ma non solo, realizzare a Vaglio Lise il nuovo ospedale consentirebbe, contemporaneamente, di ragionare sul futuro dell’attuale Annunziata attraverso una funzione sanitaria e urbana nuova: candiderebbe l’attuale sede dell’Annunziata ad area ove impiantare, non solo l’efficiente Cittadella della salute, ma anche una straordinaria esperienza di rigenerazione e di ricucitura urbana, che, per vastità, non si è mai verificata prima a Cosenza e che porta con sè ricadute positive su tutto il territorio cittadino, centro storico incluso. Senza mai dimenticare che la realizzazione del nuovo ospedale e la piena efficienza dell’attuale presidio sono due esigenze che devono procedere parallelamente. Questa attenzione alle periferie, peraltro, attraversa l’intera esperienza amministrativa della quale oggi ho l’onore di essere Vicesindaca. Ci sono interventi e scelte che raccontano concretamente questo cambio di impostazione. Il centro storico ha beneficiato, in questi anni, del più grande investimento pubblico della sua storia. E, poi, ci sono gli oltre 8 milioni destinati alla riqualificazione dei quartieri di Serra Spiga e San Vito e gli interventi sull’edilizia residenziale pubblica di via Popilia, via Albo e via degli Stadi. E c’è soprattutto un rapporto nuovo con l’Università della Calabria che deve proseguire. Quello che per anni era rimasto un auspicio è diventato realtà: l’Università è entrata fisicamente dentro Cosenza. Nel complesso monumentale di San Domenico oggi studiano centinaia di giovani dei corsi delle professioni sanitarie, con Infermieristica e Fisioterapia, trasformando quell’area in un vero polo universitario nel cuore della città antica. Forse abbiamo commesso tutti, in passato, l’errore di discutere troppo della sua architettura istituzionale e troppo poco della città reale che avremmo voluto costruire. Oggi possiamo ripartire proprio da questo. Prima ancora di stabilire dove debba passare un confine amministrativo, dobbiamo fare in modo che quei confini diventino sempre meno percepibili nella vita quotidiana dei cittadini. Il nuovo ospedale può essere uno degli strumenti per riuscirci. La Città unica, prima ancora che attraverso un atto formale, deve nascere attraverso le cose che uniscono: un ospedale, un’università, una rete di trasporti efficiente, servizi condivisi e quartieri finalmente ricuciti tra loro. È questa la sfida che indicavamo già nel 2024 ed è questa, forse ancora più di allora, la sfida che dobbiamo avere il coraggio di raccogliere oggi.
La nostra idea è quella di una Cosenza che non si rassegna al ruolo di periferia ma che diventa un punto di riferimento politico e culturale per tutto il Mezzogiorno d’Italia». (redazione@corrierecal.it)

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