Controlli nei lidi del Vibonese, 17 denunce e oltre 70mila euro di sanzioni
È il bilancio di controlli effettuati sulle concessioni demaniali e sulle attività imprenditoriali collegate nei comuni di Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera
VIBO VALENTIA Il Comando Provinciale Carabinieri di Vibo Valentia, al fine di implementare il livello dell’azione di contrasto anche amministrativo alle infiltrazioni mafiose nell’economia legale, ha condotto una specifica manovra info-operativa orientata allo screening delle concessioni demaniali marittime e delle iniziative imprenditoriali ad esse collegate, procedendo ai successivi controlli in materia ambientale, sanitaria e giuslavorista. I comuni interessati dalla manovra in argomento sono stati quelli di Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera, e l’iniziativa ha coinvolto il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, il Nucleo Antisofisticazione e Sanità, nonché il Gruppo Carabinieri Forestali.
In particolare, si è constatato: − che in 7 casi le concessioni demaniali marittime sono state rilasciate a persone fisiche che non riuniscono i requisiti di cui all’art. 67 codice antimafia in quanto gravate da condanne per delitti riconducibili alla criminalità organizzata, ovvero ad assetti societari partecipati da soci non in possesso dei citati requisiti o, ancora, destinatari di provvedimento interdittivo antimafia. Dette ipotesi, unitamente a ulteriori 8 casi in cui sono emersi specifici elementi indicativi della sussistenza di un pericolo di infiltrazione mafiosa in capo alla persona fisica o giuridica, sono state segnalate alla Prefettura per le valutazioni di competenza e nei casi in cui i beneficiari hanno invece attestato falsamente il possesso dei requisiti prescritti, si tratta di 6 ipotesi, anche alla Procura della Repubblica; − come in 21 casi gli stabilimenti balneari siano stati avviati in totale carenza del contratto di concessione e in 3 casi in forza di contratto di concessione stipulato a favore di soggetto giuridico diverso ma senza autorizzazione al sub-ingresso. Al riguardo, è stato dato impulso ai provvedimenti decadenziali previsti dal codice della navigazione interessando i Comuni che hanno rilasciato la concessione; − la presenza, in alcuni stabilimenti, di opere edilizie evidentemente abusive, perché realizzate su aree demaniali e di significative criticità afferenti all’ambiente, riconducibili agli impianti fognari. Gli accertamenti hanno consentito anche di rilevare irregolarità riguardanti la tutela dei lavoratori e la sorveglianza sanitaria, la regolarità dei rapporti di lavoro, nonché la gestione dei rifiuti. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla sicurezza alimentare. Nel corso delle verifiche sono stati rinvenuti alimenti privi dei necessari requisiti di tracciabilità o conservati in condizioni non conformi, con conseguenti sequestri. Nel complesso, l’attività di controllo ha portato a 17 deferimenti in stato di libertà per violazioni riconducibili, a vario titolo, all’occupazione abusiva di aree demaniali marittime, alla realizzazione di manufatti e opere abusive, a irregolarità di natura igienico-sanitaria e ambientale e alla detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Sul piano amministrativo sono state inoltre contestate numerose violazioni in materia di sicurezza e regolarità del lavoro, igiene e autocontrollo alimentare, tracciabilità e conservazione degli alimenti, gestione dei rifiuti, scarichi, autorizzazioni e utilizzo delle aree demaniali, con l’applicazione di sanzioni amministrative per oltre 70.000 euro, oltre agli importi ancora in corso di quantificazione. Riscontrata l’occupazione di 31 lavoratori irregolari, di cui 5 completamente in nero, con conseguenti 3 sospensioni delle attività imprenditoriali. Diverse le violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con 24 lavoratori non sottoposti a visita medica e 3 privi di qualsiasi formazione. Riscontrate inoltre in alcuni casi anche violazioni sugli orari di lavoro. Complessivamente sono stati sequestrati oltre 460 kg di prodotti alimentari.
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