Violenza di genere, quando la rete delle istituzioni e degli amici fa la differenza e salva la vita
Alla Cittadella la testimonianza di Maria Ida Santopaolo, la giovane sopravvissuta a un drammatico tentato femminicidio, e del suo “salvatore”
CATANZARO «Io spero che la mia testimonianza sia un esempio e possa dare coraggio alle donne che non riescono a denunciare, non riescono a parlarne. Io non voglio che restino da sole nel loro dolore, perché non è giusto». Sono le parole di Maria Ida Santopaolo, la giovane farmacista di Terranova da Sibari sopravvissuta a un drammatico tentativo di femminicidio. La giovane ha portato la sua esperienza alla Regione in occasione della presentazione del Piano triennale di interventi contro la violenza di genere. «Io – ha proseguito Maria Ida – penso che siano cose che vanno condivise, supportate, e la rete, come ha detto l’assessore Straface, è grande, esiste e deve essere usata nel migliore dei modi. Il mio caso è un caso molto isolato, in realtà, perché è stato un episodio. Io fortunatamente non vengo da una storia di abusi che sono stati protratti nel tempo, quindi magari non è proprio il caso su cui bisogna fare luce. Però sicuramente lei mi è stata molto vicina in questa vicenda, nel mandare avanti quella che è la mia battaglia contro la violenza. E nel mio caso – ha concluso Maria Ida Santopaolo – la differenza sulla mia vita l’hanno fatta i miei amici, che mi hanno salvato».
La rete dell’amicizia
Con lei anche Diego Cassetti, il giovane che con uno straordinario gesto di coraggio e prontezza è intervenuto salvandole la vita: «Il messaggio che mi sento di portare in prima persona è quello di non voltarsi mai dall’altra parte. Anche se ci sono situazioni che fanno paura, c’è una solidarietà che, quando si verificano situazioni così spregevoli, ci impone di non voltarci dall’altro lato e di intervenire. Il messaggio è rivolto innanzitutto ai giovani e ai non giovani, perché recentemente abbiamo assistito anche in Calabria a eventi di femminicidio per mano di persone adulte. È importante – ha aggiunto Digeo Cassetti – insegnare l’educazione, il rispetto della donna e, in generale, la non violenza come soluzione delle controversie. È un programma importante quello che ha realizzato la Regione Calabria, soprattutto per insegnare ai giovani nelle scuole a gestire le fasi traumatiche o patologiche di un rapporto, quando c’è un rifiuto o una gelosia, educandoli ad affrontare questi momenti senza sfociare nella violenza. È molto importante che una persona, sia maschio sia femmina, si circondi di una rete di amicizie. È utile per individuare comportamenti che potrebbero sfociare in atteggiamenti patologici o violenti e, soprattutto, per non trattare con indifferenza i momenti problematici. Nel caso di Maria Ida, sia io sia Daniel siamo stati molto attenti a quello che stava accadendo. Non sapevamo chiaramente che si potesse trattare di un’aggressione, però, proprio in virtù del rapporto di amicizia, siamo riusciti a intervenire e a evitare il peggio». (redazione@corrierecal.it) (Foto tratta da facebook)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
