Smart School, la scommessa dell’Aspromonte contro lo spopolamento: a Bagaladi suona la prima campanella
Il sindaco Santo Monorchio: «Ce l’abbiamo fatta». Apre il polo scolastico intercomunale che porta i bambini dei borghi dell’Area Grecanica
REGGIO CALABRIA Il primo giorno arrivano a scuola in autobus, da paesi dove le case sono sempre più vuote e le culle sempre più rare. Salgono a Roccaforte del Greco, a San Lorenzo, nelle frazioni di Chorio e San Pantaleone, e prendono la strada verso Bagaladi. La destinazione è la nuova Smart School, il polo scolastico intercomunale che da lunedì 14 settembre ha iniziato la sua vita. È una prima campanella che, in questo pezzo di Aspromonte, racconta qualcosa di più dell’inizio dell’anno scolastico. Racconta la prova, difficile, di tenere in piedi una comunità quando il problema non sono soltanto le scuole da aprire, ma i bambini che rischiano di non esserci più. Perché lo spopolamento delle aree interne non arriva tutto insieme. Si presenta un servizio alla volta. Prima diminuiscono gli alunni, poi le classi, poi le attività commerciali. I giovani partono per studiare o lavorare, le famiglie si spostano verso la costa. E un paese può ritrovarsi, nel giro di pochi anni, con meno bambini e sempre meno ragioni per restare. A Bagaladi hanno provato a giocare la partita al contrario. La Smart School è stata pensata dalla Strategia nazionale per le aree interne «Grecanica» come un presidio scolastico baricentrico per i borghi dell’Aspromonte. L’accordo tra i Comuni di Bagaladi, Montebello Jonico, Roccaforte del Greco e San Lorenzo risale al 2020. L’idea era mettere insieme le attività didattiche delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado dei centri e dei borghi interni, concentrandole nella struttura di Bagaladi. Una scelta che, sulla carta, può sembrare quasi una contraddizione: per combattere lo spopolamento si accorpano le scuole. Ma la scommessa è un’altra: evitare che la progressiva diminuzione degli alunni faccia sparire il servizio scolastico e trasformare invece un’unica struttura in un polo capace di servire più comunità. E per rendere concreto il progetto c’è anche il trasporto scolastico. Il bus raccoglie i bambini nei diversi centri e li porta a Bagaladi, trasformando la distanza geografica in un problema che l’organizzazione del servizio prova a risolvere. Non è un dettaglio. Perché nelle aree interne anche una manciata di chilometri può diventare una barriera per una famiglia.
Una scuola che non vuole sembrare una scuola di periferia
E dentro l’edificio rinnovato di via Pannuti la parola «Smart» non è soltanto un’etichetta. Il progetto prevede infatti un modello scolastico completamente ripensato, con aule aumentate, spazi alternativi, laboratori mobili, atelier, FabLab, postazioni informatiche e uno spazio wireless. Non solo lezioni, dunque, ma ambienti pensati per una didattica più moderna e tecnologica. A completare la struttura ci sono poi la cucina e la sala mensa, l’infermeria, una palestra coperta e aree sportive all’aperto coperte.


È il tentativo di portare in un piccolo centro dell’area grecanica una scuola capace di offrire ai ragazzi servizi e opportunità che, proprio nei territori più fragili, rischiano di diventare sempre più difficili da garantire. Il Comune ha lavorato anche sulla dotazione degli ambienti. Nei mesi estivi è stata programmata l’attività di arredamento e attrezzatura dei locali, con l’obiettivo di arrivare all’avvio dell’anno scolastico con gli spazi pronti. Ma dietro la tecnologia e le nuove strutture c’è la sfida più grande. Fermare lo spopolamento. È questa la scommessa della Smart School: non inseguire lo spopolamento, ma provare ad anticiparlo creando un servizio capace di tenere insieme più territori. Il sindaco di Bagaladi, Santo Monorchio, ha raccontato il traguardo con parole che restituiscono anche la fatica del percorso: «Abbiamo visto oltre l’orizzonte e superato un percorso pieno di ostacoli con determinazione». Così la scuola, prima ancora dell’apertura, è diventata un affare collettivo. Domenica 13 settembre, alla vigilia della prima campanella, il cortile si è trasformato in un cantiere volontario. Sono state sistemate altalene e staccionate, tinteggiate ringhiere, decorati gli spazi esterni, ripulita l’area verde. È stato piantato anche un ulivo, scelto come simbolo di rinascita e di radici. Poi è arrivato il momento più simbolico: don Angelo ha benedetto gli zaini dei ragazzi. Una scena quasi da paese di altri tempi, dentro però una scuola che vuole guardare al futuro attraverso tecnologia, laboratori e nuovi spazi. Alle 13 il pranzo comunitario: «Pane, caciotta, due fette di salame e la coscienza a posto», l’invito lanciato alla comunità.
«Ce l’abbiamo fatta»
Il sindaco di Bagaladi Santo Monorchio ha salutato l’apertura con un messaggio rivolto a studenti, famiglie, docenti e personale scolastico. «Ce l’abbiamo fatta: la Smart School a Bagaladi è finalmente realtà», ha scritto, ricordando un percorso «complesso» e la «determinazione incrollabile» necessaria per arrivare al traguardo. Ha ringraziato i dipendenti comunali, le imprese, la Pro Loco, i genitori e il corpo docente, che negli ultimi giorni ha lavorato alla sistemazione degli arredi e delle attrezzature. E ha raccontato anche l’impegno delle mamme: «Raggiungere questo traguardo non è stato semplice. È stato un percorso complesso, fatto di costante impegno e di una determinazione incrollabile per offrire ai nostri ragazzi una scuola all’altezza dei tempi. Oggi, se la nostra scuola è pronta e accogliente, lo dobbiamo a una programmazione lungimirante (ancora da completare e ottimizzare), inserita nel contesto della Strategia Nazionale Aree Interne “Grecanica” di cui il comune di Bagaladi è stato capofila fino alla firma dell’APQ.

Un ringraziamento di cuore va ai dipendenti del Comune, che hanno lavorato con competenza e passione, e alle imprese esecutrici, che nelle ultime settimane sono andate ben oltre i loro obblighi contrattuali. Grazie alla Pro Loco per il consueto e prezioso supporto, ai rappresentanti dei genitori e un riconoscimento speciale al corpo docenti, che in vista dell’apertura si è rimboccato le maniche per sistemare e disporre gli arredi e le attrezzature rendendo le aule e i laboratori subito operative. Accanto a loro, la forza della nostra comunità: un grazie immenso alle mamme che si sono persino arrampicate sui vetri esterni per ripulirli a fondo — perché è pulendo quei vetri che facciamo filtrare la luce, fonte di vita e di conoscenza per i nostri figli. Grazie ai volontari che fino a ieri hanno lavorato per sistemare il cortile, e a chi ha donato un tocco di gentilezza con decori e dipinti. Questa scuola parla del cuore di tutti voi. Ai nostri ragazzi auguro di utilizzare bene queste tecnologie per esplorare il mondo, forti dell’amore della comunità che li circonda. Abbiamo dimostrato che quando Bagaladi si unisce, nessun obiettivo è impossibile».
Le porte della Smart school, adesso, si sono aperte davvero. E dentro ci sono aule, laboratori, tecnologia, sport e spazi per stare insieme. Fuori, invece, c’è la sfida vera: convincere le famiglie che anche qui, nei piccoli paesi dell’Aspromonte, vale ancora la pena restare.
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