Battistini e l’Asp di Vibo, il ritorno al passato del generale e di un’Azienda in cerca di stabilità
Il commissario torna dopo due anni e troverà, a detta dei suoi predecessori, un’Azienda diversa e più funzionante. Ma resta il problema della continuità
VIBO VALENTIA Venditti cantava: certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Era il 30 settembre 2024, quando il Consiglio dei ministri disponeva lo scioglimento dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia: troppo pesanti le accuse mosse nella relazione del Prefetto basate sull’inchiesta Maestrale, che aveva fatto emergere presunte infiltrazioni ‘ndranghetiste negli uffici di via Dante Alighieri. Per l’Asp significò il secondo scioglimento, ma anche l’ennesimo cambio al vertice e un paradosso tutto italiano: un commissariamento di un ente già commissariato, seppur per altri motivi. A lasciare il posto alla triade commissariale fu proprio il generale Antonio Battistini, subentrato da appena un anno e che oggi si appresta a fare ritorno alla guida dell’Asp vibonese.
Il (breve) periodo Battistini
«Io ho preso in carico l’Asp di Vibo Valentia in emergenza e l’ho condotta per 13 mesi, raggiungendo risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che, per quanto pochi, sono assodati» rivendicò in un’intervista rilasciata poco dopo al Corriere della Calabria. Il generale elencò alcuni degli interventi: i progetti Pnrr, l’abbattimento delle liste d’attesa, il potenziamento del Pronto soccorso di Serra San Bruno, la ripartenza dello screening del carcinoma mammario, la farmacia territoriale e la certificazione dei bilanci 2022-2023. «Spero che il percorso che avevamo avviato non si interrompa, che rapidamente sia estirpata la cattiva gestione e che la rigenerazione dell’azienda venga accelerata» chiosò in quella intervista.
Un’Asp “risanata” ma senza continuità
Da allora sono passati due anni e, segno dell’atavica discontinuità vibonese, in questo periodo il vertice dell’azienda è cambiato ben tre volte: prima è toccato all’ex prefetto Vittorio Piscitelli, poi a Granfranco Tomao, subentrato al precedente per motivi non ancora resi noti nonostante le richieste continue dei sindaci. Infine, al termine del periodo commissariale, alla guida dell’Asp vibonese arrivò Angelo Vittorio Sestito, oggi destinato a guidare l’Azienda di Cosenza. Tutti i commissari, nel redigere i rispettivi bilanci, hanno premesso di aver trovato situazioni «allucinanti» negli uffici dell’Azienda, con tanto di diverse “anomalie” segnalate direttamente in Procura. «La strada è tracciata, ora serve gestione ordinaria» fu il commento finale della triade commissariale il giorno in cui lasciò la guida dell’ente vibonese, rivendicando di aver lavorato sulle sue “fondamenta”. Procedure riviste (con tante anomalie inviate in Procura), conti in parte risanati, nuovi servizi garantiti. Insomma, le premesse per la nuova “gestione” di Battistini sembrano positive: almeno a detta dei suoi predecessori.
Vibo ha bisogno di continuità
Ma il generale non troverà di certo un ambiente idilliaco. L’annuncio della sua nomina coincide, paradossalmente, con la protesta dei comitati vibonesi di fronte la Cittadella regionale, pronti a “incatenarsi” per il «trattamento penalizzante» riservato alla provincia di Vibo Valentia, tra carenza di fondi, personale, ospedali di periferia e la tanto discussa esclusione per l’Emodinamica H24. Saranno questi i primi temi “caldi” del nuovo commissario vibonese, peraltro invocato dalle stesse associazioni nei periodi di maggior conflitto con i vari commissari. Ma sarà, è la speranza, anche colui che avrà l’onere e l’onore di guidare l’Asp nella nuova fase della sanità vibonese che dovrebbe aprire l’arrivo del nuovo ospedale di Vibo Valentia, i cui lavori procedono spediti. Si spera, perché lo scetticismo deriva anche dalla mancanza di stabilità dell’Asp vibonese: sei commissari in sei anni, con Battistini che diventa il settimo cambio. Un ritorno al passato, ancora una volta non un dirigente (come invocavano associazioni e politici locali) ma con l’ennesima flebile speranza che la provincia di Vibo ritrovi stabilità. (m.russo@corrierecal.it)
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