Campo largo, Conte avanti su Schlein. Salis è la più apprezzata
Gli elettori progressisti si dividono sulla scelta del leader
La leadership, il perimetro della coalizione e i temi sui quali costruire un programma comune. Il campo progressista resta un cantiere aperto e il nuovo sondaggio realizzato da Ipsos e illustrato da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera fotografa orientamenti ancora molto articolati tra gli elettori dell’area. A partire dall’eventuale sfida per la leadership.

Nell’ipotesi di primarie, tra coloro che dichiarano che parteciperebbero alla consultazione, Giuseppe Conte viene indicato dal 38%, mentre Elly Schlein si ferma al 22%. Un eventuale terzo candidato raccoglierebbe il 20%, mentre il 16% resta incerto e il 4% sceglierebbe scheda bianca o nulla. Gli elettori che al momento si dichiarano sicuri di partecipare alle primarie rappresentano circa il 16% dell’area progressista, un dato che Pagnoncelli invita comunque a considerare con cautela, visto che modalità e tempi della consultazione non sono ancora definiti.
Anche nell’ipotesi di un confronto a due, la rilevazione registra il 43% per Conte e il 30% per Schlein, con la quota restante distribuita tra indecisi e chi non esprimerebbe una preferenza. Ma il sondaggio mostra anche come una parte consistente dell’elettorato non consideri le primarie l’unica strada possibile: il 33% preferirebbe un “federatore” scelto dalle forze della coalizione e successivamente sottoposto al voto, mentre il 30% indica direttamente le primarie e il 19% vorrebbe affidare la leadership al capo del partito più votato.

Proprio sul terreno del gradimento emerge Silvia Salis. La sindaca di Genova, che finora ha escluso una propria candidatura alle primarie, raggiunge un indice di apprezzamento del 56% tra gli elettori progressisti, seguita da Conte al 55% e Schlein al 51%. Non meno complesso è il tema del perimetro della coalizione. Il 41% degli intervistati dell’area progressista vorrebbe un’alleanza capace di estendersi verso il centro, mentre il 36% preferirebbe una coalizione più spostata a sinistra. Più nette le indicazioni sui partiti considerati parte naturale dello schieramento: Pd 81%, Avs 76%, M5S 73% e +Europa 68%. Più divisi i giudizi sulla presenza delle forze centriste, con Italia viva indicata dal 47% e Azione dal 44%.
Le distanze emergono anche sul programma. Sul sostegno militare all’Ucraina, il 36% è favorevole alla prosecuzione dell’invio di armi, mentre il 38% vorrebbe interromperlo concentrandosi sulla via diplomatica. Più convergenti, invece, le posizioni su welfare e fisco: il 64% sostiene politiche di maggiore redistribuzione del reddito e il 61% valuta positivamente patrimoniale e imposte di successione sui grandi patrimoni.
Una fotografia, dunque, che non anticipa l’esito di future consultazioni ma restituisce un’area progressista ancora alle prese con la scelta della leadership, la costruzione dell’alleanza e la definizione di una piattaforma comune.
