Il copione della violenza si scrive in culla
L’8,2% delle vittime italiane ha subito il primo episodio prima dei 6 anni
Non è più possibile pensare alla violenza contro le donne come un fatto che riguarda solo le coppie adulte. Il report Istat “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta”, pubblicato il 16 settembre 2026, mostra che il 15,3% delle italiane ha subito violenza fisica o sessuale già prima dei 16 anni, e che chi la compie appartiene quasi sempre all’ambiente domestico: il padre nei casi peggiori (39,8%), la madre nel 28%. Chi la subisce da piccola ha una probabilità molto maggiore di subirla anche da adulta (57,2% contro 31,9%), e chi cresce assistendo alla violenza tra i genitori corre un rischio superiore fino a trenta punti percentuali di diventarne vittima diretta. Il cerchio si chiude sui figli: nel 62,1% dei casi di violenza subita da parte del partner, i bambini vi assistono, e gli effetti — ansia, aggressività, disturbi del sonno — li espongono a ripetere, da grandi, lo stesso copione osservato in famiglia. Ma il dato più duro riguarda il silenzio: quasi 6 vittime su 10 non ne hanno mai parlato con nessuno, tantomeno con la polizia (0,2%). La violenza, insomma, non esplode all’improvviso: si eredita, si tramanda, si tace — nelle case, prima ancora che una figlia impari a chiamarla con il suo nome. (redazione@corrierecal.it)
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