Pietropaolo: «La Regione porta a 92 milioni il fondo per il diritto allo studio»
Il presidente della Commissione Bilancio: così si spinge il trend del +37% di giovani che tornano in Calabria dall’estero
REGGIO CALABRIA «Aumento di 37,6 milioni di euro a sostegno del diritto allo studio universitario: è questo il cuore della Deliberazione n. 466 con cui la Giunta regionale ha disposto un potenziamento finanziario decisivo per il sistema universitario calabrese. Con l’approvazione del Parere 16/13^ da parte della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale, da me presieduta, abbiamo dato via libera a una riprogrammazione dei fondi comunitari che porta la dotazione complessiva dell’azione di riferimento da 55 ad oltre 92 milioni di euro. Un’operazione che compensa l’esaurimento dei fondi straordinari di PNRR e POC, garantendo la copertura totale delle borse di studio per l’Anno Accademico 2026-2027 e così rafforzando l’alleanza con gli atenei calabresi avviata con il Protocollo per il Reddito di Merito. L’obiettivo è frenare la fuga di cervelli e spingere i giovani, per parte loro, a credere e investire nel sistema formativo calabrese». Lo afferma in una nota Filippo Pietropaolo (FdI), presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale. «Un’alleanza – prosegue Pietropaolo – che va di pari passo con due importanti rilevamenti: i dati contenuti nell’ultima edizione della Classifica Censis delle Università Italiane in cui la Calabria si posiziona come una delle regioni del Mezzogiorno con le performance di crescita e stabilità più significative sul piano nazionale. E quelli presenti nel XXVIII Rapporto AlmaLaurea 2026 che sottolineano per il sistema universitario calabrese una crescente attrattività, tassi di occupazione stabili o in miglioramento e un forte gradimento da parte degli studenti. C’è poi prosegue Pietropaolo – un ulteriore elemento da considerare. Lo scorso 14 settembre il Sole 24 Ore ha pubblicato una sintesi del Focus della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, dal titolo “Il rientro dei giovani dall’estero: numeri e tendenze“, che apre scenari nuovi. Il Focus scatta la fotografia di un’Italia in cui la fuga dei cervelli non appare più una via a senso unico. Emerge piuttosto un trend che appare in via di consolidamento e che racconta che quattro espatriati su dieci tornano in Italia. Se il Mezzogiorno si sta rivelando un polo d’attrazione primario che assorbe il 31,7% complessivo dei rientri nazionali, tra il 2021 e il 2025 sono stati 4.303 i giovani tra i 18 e i 39 anni che hanno scelto di trasferire la propria residenza dall’estero in Calabria: +37,5% rispetto al quinquennio precedente. Con un salto nel rapporto tra uscite e ingressi per cui i rientri ogni 100 espatriati sono balzati da 24,1 a 33,1. Si tratta di numeri e di dimensioni che come Istituzioni ci chiamano direttamente in causa e che ci portano ad interrogarci su quali azioni intraprendere per sostenere questo trend, anche in considerazione del fatto che oltre il 67% dei giovani rientra spinto da motivazioni affettive, familiari e identitarie. Un tema legato all’appartenenza e spesso sottovalutato dalle statistiche: per loro tornare vuol dire recuperare prossimità alle proprie relazioni e ai luoghi di origine e recuperare la sensazione di sentirsi “a casa”». Secondo Pietropaolo «è nostro compito mettere in relazione questa voglia di ritorno con le performance di crescita registrate dal nostro sistema universitario attivando un meccanismo che renda seducente e conveniente per i nostri ragazzi investire nel “sistema Calabria” proprio a partire dalla formazione. Ecco perché la decisione di potenziare l’allocazione di risorse a favore delle borse di studio va in questa direzione: promuovere un sistema di incentivi economici che, da una parte, diano pieno compimento al principio costituzionalmente garantito del diritto allo studio e, dall’altra, mettano i nostri giovani e i nostri studenti nelle condizioni di compiere una scelta in piena libertà. Decidere se andare o restare e, in questo ultimo caso, avere a disposizione gli strumenti per poterlo fare. La Regione sta dunque rafforzando il proprio impegno a garantire un percorso universitario agevolato da borse di studio e incentivi, premiare le competenze, e, parallelamente, sostenere la crescita del nostro sistema universitario trasformando i dati statistici in un cambio di passo strutturale. A questa strategia sono chiamate a concorrere le nostre imprese: il secondo imprescindibile elemento di un binomio chiamato a rafforzare una relazione osmotica che generi prospettive professionali per cui restare in Calabria non sia più solo una nostalgica chimera o un ripiego, ma un’opzione concreta, voluta, praticabile e conveniente». (redazione@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
