Pd Cosenza, il neo commissario Stefanazzi a caccia di una difficile unità. Sul tavolo correnti e tensioni
Dovrà fare i conti con le divisioni interne e i malumori nel gruppo consiliare. Una missione delicata in vista delle Amministrative del prossimo anno
COSENZA Claudio Stefanazzi è l’uomo scelto dalla segretaria del Pd Elly Schlein per rimettere ordine nella Federazione Cosentina. Una mission (im)possibile quella affidata al commissario – «uomo libero dal gioco delle correnti interne al partito», dicono i bene informati – una patata bollente considerando il recente passato e gli sforzi profusi dai suoi precedenti omologhi: impegnati a sbrigliare una matassa piuttosto ingarbugliata. Per informazioni chiedere a Marco Miccoli o a Francesco Boccia, senza dimenticare i tentativi a vuoto dei segretari a tempo Vittorio Pecoraro e Matteo Lettieri. Il partito è lacerato dalle solite fratture, fazioni opposte e contrapposte che coesistono e convivono a fatica. Non è un mistero che un nutrito gruppo di dem presenti in Consiglio comunale abbia idee decisamente agli antipodi rispetto a colleghi e compagni di partito. Basti pensare alla reiterata richiesta di dimissioni recapitata a Maria Locanto, presidente del Pd di Cosenza e vicesindaca della città. Secondo fonti vicine ai democrat, il primo nodo da sciogliere sarà proprio quello relativo alla lacerazione del gruppo Pd di Cosenza.
I nodi in vista delle Amministrative
Attento e interessato osservatore dello sviluppo del romanzo dem è il sindaco della città dei bruzi Franz Caruso. Il primo cittadino si è mostrato piuttosto insofferente dinanzi ai costanti malumori palesati dai democrat, qualche mal di pancia di troppo – d’altro canto – gli è costato la vittoria (mancata per una manciata di voti, ndr) alle elezioni Provinciali. Lo stesso Caruso è intenzionato a proseguire la sua esperienza da sindaco ed il suo è il primo nome nella lista dei candidati del centrosinistra come ha confermato – in una recente intervista al Corriere della Calabria – il presidente del Consiglio Comunale e “colonnello” del Pd di Cosenza Giuseppe Mazzuca. «Ciò che abbiamo costruito in questi anni a Cosenza è la base concreta da cui ripartire. Il rinnovamento non deve cancellare l’esperienza, così come la continuità non può significare rinuncia al cambiamento. La vera sfida è costruire un partito più presente, riconoscibile e credibile sul territorio», ha sottolineato Caruso in una nota diffusa dopo la nomina di Stefanazzi.
L’arrivo di Stefanazzi e il messaggio di Taruffi
Il neo commissario non ha ancora messo piede a Cosenza, lo farà nei prossimi giorni quando sarà chiamato a valutare tutti gli scottanti dossier presenti sul tavolo. Igor Taruffi – responsabile Organizzazione del Partito Democratico – non ha nascosto «le gravi difficoltà politico/organizzative che ormai da troppo tempo investono la Federazione», sottolienando come «la situazione della Federazione di Cosenza e gli assetti che si sono determinati all’interno del Consiglio comunale, che hanno alimentato ulteriore confusione, anche in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno, non poteva attendere oltre per avere risposte». Insomma, il tempo non è molto, il lavoro è tanto: Stefanazzi è avvisato. (f.b.)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
